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Slot, addizionale 500 mln. Concessionari al Tar Lazio: “Non abbiamo la possibilità di versare l’importo della seconda rata”

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

21 ottobre 2015 - 11:31


tarlazio

(Jamma) Comunque vada i concessionari non verseranno la seconda rata prevista dalla norma che impone l’addizionale di 500 milioni di euro come imposta sulle attività di slot e e videolotterie. Oggi nel corso dell’udienza che si sta tenendo al Tar Lazio e che vede diversi operatori chiedere l’annullamento del provvedimento è emerso che le concessionarie “non hanno disponibilità finanziaria”. Solo sei delle 13 concessionarie hanno infatti versato l’importo totale della prima rata, il resto solo quanto “hanno potuto”. Nella cautelare i concessionari hanno chiesto anche maggiori poteri circa il rapporto con i gestori. Le società hanno spiegato oggi di aver provveduto già a segnalare all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli gli inadempienti ma che tale iniziativa non ha avuto alcun seguito.

Di parere completamente opposto l’Avvocatura dello Stato che si dice convinta del fatto che i concessionari non abbiano alcun problema a versare la rata da 300 milioni la cui scadenza è prevista per la fine del mese di ottobre. “Molte società hanno infatti effettuato il primo versamento attraverso una compensazione delle somme che avrebbero dovuto ricevere dall’AdM per le migliorie ai livelli di servizio”. L’Avvocatura ha precisato anche che i concessionari hanno già tutti i poteri necessari per esercitare il controllo così come la loro azione nei confronti dei gestori inadempienti. Possono infatti disconnettere le macchine. Affermazione smentita dai concessionari che precisano di non poter staccare le macchine in quanto creerebbero un danno e li esporrebbe ad azioni risarcitorie da parte dei gestori stessi.

Si attende adesso l’ordinanza sulla richiesta di sospendere il pagamento della seconda rata che verrà emessa nelle prossime 24/48 ore. Secondo indiscrezioni, se il Collegio accoderà la sospensiva probabilmente accoglierà anche la richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale – avanzata nelle preliminari di merito questa mattina – i giudici infatti, come ha messo in evidenza la discussione, “sono chiamati a colmare le lacune della legge di Stabilità”.

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