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Silvia Giannini (vicesindaco Bologna) su riduzione TASI locali Slot-free: “Obiettivo condivisibile, ma prima vanno fatte le necessarie valutazioni”

In: Apparecchi Intrattenimento

15 maggio 2015 - 15:37


giannini

(Jamma) Cosa ne pensa il Comune di Bologna della riduzione delle aliquote Tasi per i locali slot – free? A pochi giorni dalla dichiarazione in Parlamento del sottosegretario al Mef Enrico Zanetti sulle ordinanze di alcuni Comuni con le quali si introducono penalizzano i locali che installano le slot con un incremento delle aliquote TASI, il vicesindaco di Bologna Giannini esprime la posizione del Comune emiliano. “Condividiamo tutti l’importanza di mettere in atto tutte le politiche possibili per riuscire a ridurre il fenomeno della ludopatia, della dipendenza” “C’è un tema generale che è quello dell’opportunità, anche qualora vi fosse la possibilità normativa nazionale, di concedere sgravi fiscali di questo tipo. Diciamo in estrema sintesi che il problema di fondo è quello del costo di questi interventi. Fanno presto a Roma a dire di dare gli sgravi ma il problema è che se non solo non ci finanziano ma continuano a tagliarci, non ci rimborsano i soldi degli uffici giudiziari, non ci danno neppure quella quota dei 625 milioni che comunque come sappiamo era assolutamente insufficiente. Altra questione è quello di potere valutare davvero la loro efficacia, ovvero se sono sufficienti a incentivare chi ha la slot machine non la usi più nel proprio locale o chi apre un locale non la metta, ed è difficile anche il controllo su questo. Quindi bisognerebbe valutare quali sono i costi diretti e i costi amministrativi di controllo e di implementazione indiretti rispetto all’efficacia dell’obiettivo. Personalmente sono convinta che altri tipi di intervento, che sono soprattutto di tipo educativo e formativo, perchè secondo me è verissimo che dobbiamo arginare questa diffusione in tutti i locali, però teniamo presente che il fenomeno della ludopatia che è quello che a noi interessa di più contrastare, è un fenomeno che se non interveniamo culturalmente facendo capire quali sono i danni, qual è la pericolosità di queste cose, si continuerà a diffondere. Quindi credo che valutando in termini di costi/benefici diversi interventi che vogliamo fare e condividendo in pieno l’obiettivo, facciamo sicuramente valutazioni più approfondite”.

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