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SAPAR compatta contro l’aumento del PREU: “Provvedimento sbagliato”

In: Apparecchi Intrattenimento

18 ottobre 2014 - 10:39


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(Jamma) -Ultimo giorno di Enada Roma 2014, la 42esima edizione della Mostra Internazionale degli apparecchi da gioco e da intrattenimento organizzata dall’Associazione Nazionale Sapar (Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative) e da Rimini Fiera. Una manifestazione nella quale hanno tenuto banco, inevitabilmente, le notizie sull’aumento della tassazione sugli apparecchi, una misura che nel settore desta una forte preoccupazione e contro la quale tutta la Sapar, associazione che rappresenta oltre 1.500 gestori e produttori di macchine da gioco, si schiera compatta. E i vicepresidenti presenti tra gli stand hanno fortemente criticato i contenuti della legge di stabilità, unendosi all’allarme lanciato nelle ore precedenti dal presidente Raffaele Curcio (“Dall’1 gennaio 2015 le aziende chiuderanno i battenti”). Secondo Domenico Distante, “il provvedimento è totalmente sbagliato perché va a colpire una sola forma di gioco, bisogna dirlo con forza. Anche prevedere una diminuzione delle vincite del 4 per cento non è accettabile perché non si tutelano i giocatori. Non ci sono i margini per proseguire l’attività e le aziende non ci riusciranno, anche perché sarà difficile sostenere i costi dell’aggiornamento delle macchine e la diminuzione degli incassi. Assisteremo a un nuovo favore all’illegalità, con i “totem” che già spuntano dalla sera alla mattina, e rappresentano concorrenza sleale che nessuno contrasta: le sanzioni previste dalla nuova legge sono insufficienti”.

D’accordo Luca Patoia, che ritiene “inapplicabili le nuove misure fiscali sugli apparecchi, che penalizzano anche i giocatori nel momento in cui si chiede al settore di fare di più per tutelare i soggetti più deboli”. Soddisfazione per l’edizione dell’Enada Roma appena conclusa: “E’ tornata a essere la “nostra” fiera, senza i concessionari. C’è tanto lavoro da fare in futuro, e spero di vedere in fiera più apparecchi per il puro intrattenimento, come per esempio avviene nelle fiere statunitensi. Dobbiamo cercare di rivitalizzare il settore delle comma 7, imprigionato da lungaggini burocratiche come i tempi di omologa”. Il bilancio di Enada Roma 2014 è positivo anche per Paolo Dalla Pria: “Molto interesse ha suscitato soprattutto l’amusement, segno che il comparto è vivo. Le fiere sempre sono un momento importante per curare i rapporti con gli altri operatori del settore, per incontrarsi visto che ormai siamo sempre più rinchiusi nei nostri uffici”.

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