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Sacile. Il Comune pronto a regolamentare il gioco d’azzardo

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache

8 febbraio 2012 - 12:00


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(Jamma) Con voto unanime l’assemblea municipale sacilese, presieduta da Giuseppe Toffoli, l’altra sera ha approvato un ordine del giorno presentato dai Cittadini per Sacile-Libertà civica che impegna la commissione consiliare competente a mettere a punto un regolamento per limitare o quantomeno arginare il fenomeno. Il regolamento dovrà essere portato all’approvazione del consiglio comunale entro il termine di 120 giorni. Sul regolamento e sulle esperienze fatte altrove in materia sta, peraltro, già lavorando l’assessore Ariana Sabato.

A illustrare l’iniziativa è intervenuto l’ex sindaco Roberto Cappuzzo, il quale ha sottolineato come anche in riva al Livenza si assista al moltiplicarsi di sale da gioco, mentre i locali pubblici (in particolar modo i bar) dedichino sempre maggior posto alle macchinette mangiasoldi, finora appannaggio di casinò e sale da scommessa.

Cappuzzo ha evidenziato, facendo riferimento a un’indagine promossa dai Cittadini per Sacile (i quali, sull’argomento, hanno promosso una specifica campagna di sensibilizzazione) che i dispositivi presenti nei locali pubblici sacilesi sono oltre un’ottantina. «Si è constatato inoltre – ha sottolineato l’ex sindaco – che avventori e frequentatori abituali passano gran parte del loro tempo davanti a queste macchinette, con l’unico risultato di buttare i loro soldi.

Siamo doppiamente preoccupati, in quanto questo fenomeno coinvolge sempre più ragazzi e ragazze, senza dimenticare le situazioni di difficoltà che l’uso smodato di tali dispositivi produce nelle famiglie dei giocatori, soprattutto nell’attuale situazione di crisi economica e di lavoro». «Riteniamo – ha concluso Cappuzzo – che la nostra città non debba indugiare ancora ma debba dotarsi di strumenti adeguati a limitare questo preoccupante fenomeno». Di qui l’iniziativa di giungere a una regolamentazione comunale, proposta con l’ordine del giorno alla fine approvato dal consiglio all’unanimità. Dal dibattito sono emerse perplessità e distinguo.

Secondo il sindaco, Roberto Ceraolo, serve «una coscienza civica più marcata», mentre il consigliere Loris Monai (Pdl) ha posto l’accento sull’ipocrisia dello Stato che veste i panni del biscazziere. Per il consigliere Sorce (Fli) ci si trova di fronte all’inseguimento dell’effimero da parte della gente. «Il fenomeno – ha affermato – non riguarda solo i bar, le macchinette mangiasoldi ormai si trovano anche nei supermercati». Il consigliere Placido Fundarò (La destra), pur riconoscendo la fondatezza del problema, ha sollevato perplessità sull’incisività dell’iniziativa proposta.

E che il problema sia reale e vada affrontato col dovuto impegno lo testimoniano i dati di un settore in costante espansione. Quella del gioco d’azzardo è la quinta industria italiana dopo Fiat, Telecom, Enel e Ifim. Se si analizza la spesa procapite, l’Italia ha il primato mondiale, con oltre 500 euro a persona.

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