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Roma. Il nuovo regolamento per le sale giochi non ridurrà i possibili rischi del gioco, ma cancellerà definitivamente l’offerta legale

In: Apparecchi Intrattenimento

29 ottobre 2014 - 11:22


biscaclanestina

(Jamma) I consiglieri di Roma Capitale ieri hanno segnato un nuovo passo in avanti nell’approvazione della delibera in materia di nuovo regolamento delle sale giochi e dell’installazione degli apparecchi da intrattenimento. Si tratta di una iniziativa che vede come primo firmatario il consigliere del Pd Dario Nanni e che ieri, in Commissione Statuto, ha incassato il voto favorevole dei consiglieri Celli e Azuni e dell’ex sindaco Alemanno ( all’opposizione).

Il nuovo regolamento, va precisato, non è semplicemente un provvedimento con il quale si intende disciplinare, più di quanto sia previsto dalla legge nazionale, l’offerta di gioco pubblico ( scommesse bingo e slot principalmente) ma cancellare in modo definitivo le sale giochi nella capitale.

In sostanza, quando saranno scadute le attuali concessioni, a Roma, secondo quanto prevede il regolamento su cui il Consiglio Comunale sta lavorando, non ci sarà più nemmeno una slot .
“Infatti, entro il raccordo anulare, non esistono luoghi distanti più di un chilometro da un bancomat, oppure da una chiesa, oppure da un parco pubblico” fa sapere Angelo Diario, un attivista del Movimento Cinque Stelle. “Tra le premesse dello stesso regolamento si legge che in via Siponto 11 si trova “il più grande locale d’Europa, con ben 900 postazioni di gioco”. Sono andato a curiosare con Google Maps ed ho verificato che nel raggio di 300 metri da via Siponto 11 ci sono circa 30 bancomat. Sempre nel raggio di 300 metri, si trovano 5 asili nido. Sempre nel raggio di 300 metri, i luoghi di culto sono più dei bancomat”.
Il regolamento prevede che “i titolari delle sale giochi non conformi al futuro regolamento non potranno trasferire a terzi l’attività e, alla fine della stessa, non potrà seguire il rilascio di una nuova autorizzazione per lo stesso locale”.
“La proposta, di cui  sono il primo firmatario – ha spiegato Dario Nanni- può essere ancora migliorata e sono certo che in fase di dibattito consiliare potremo ulteriormente definire le distanze minime tra un locale dotato di slot machine e asili nido, scuole, parchi o ospedali, e mettere ulteriori vincoli in rapporto allo spazio del locale pubblico e del  numero di macchinette in esso contenute .”

Forse è il caso di far sapere al consigliere Nanni che non ce ne sarà bisogno. Le sale giochi e le slot spariranno dalla vista dei consiglieri ma , ovviamente, non l’offerta di gioco. Torneremo alla Roma degli anni ’80, ai videopoker, alle bische clandestine e al gioco d’azzardo illegale gestito dalla criminalità. Torneremo ai videopoker di cui parla Giancarlo De Cataldo in Romano Criminale. Perchè allora, e questo i consiglieri capitolini lo sanno benissimo, non c’erano gli apparecchi da gioco illegali, non c’erano nemmeno le 700 sale giochi che oggi hanno censito. O forse sì, ma nessuno ne parlava. Meno che mai in Consiglio Comunale. Anzi, qualcuno dei sostenitori del nuovo regolamento solo pochi anni fa caldeggiava l’apertura di un casinò nella Città Eterna. Buona fortuna agli amministratori di oggi, un bel in bocca al lupo per la riuscita della prossima delibera, quella che dovrà azzerare l’offerta di gioco ( d’azzardo) illegale. mc

Scarica il testo integrale della proposta di delibera regolamento sala giochi Roma

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