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Ricchiuti (PD) presenta interrogazione al Mef su sala giochi a Milano: “Necessario che la Questura chieda parere vincolante al Comune”

In: Apparecchi Intrattenimento

13 febbraio 2015 - 14:12


lucrezia-ricchiuti

(Jamma) Un gruppo di senatori del Pd, guidati dalla senatrice Ricchiuti, hanno presentato una interrogazione al Mef di cui avevano preannunciato i contenuti tempo fa e che fa riferimento ad una sala giochi di Milano.
L’interrogazione si riferisce alla “gigantesca sala giochi, con video-poker,slot machine e altri giochi elettronici;la sala giochi sarebbe di ben tre piani, per un totale di 800 metri quadrati. “Alla realizzazione di questo progetto – premettono i deputati- si oppone un vasto fronte di cittadini, costituita in primo luogo dai condomini dello stabile, che hanno adito già, e con successo, le vie legali;
associazioni anti-racket e contro il g.a.p. (gioco d’azzardo patologico) sono in prima linea contro la realizzazione del progetto, così come lo è il Comune di Milano;
esso peraltro sarebbe del tutto in contrasto con una legge regionale della Lombardia, che prevede il divieto di aprire sale giochi a meno di 500 metri dalle scuole. Tuttavia, i regolamenti attuativi di quella legge regionale non sono ancora stati emanati;
per tale ultimo motivo, la questura di Milano ha rilasciato l’autorizzazione per l’apertura della sala giochi;
è noto che il settore delle slot machine è ad alto pericolo di infiltrazione mafiosa;
è noto altresì che il gioco d’azzardo patologico è una patologia psichica gravissima che ha devastanti conseguenze su persone e famiglie;
sarebbe pertanto necessario che fosse introdotta la regola per cui – prima di autorizzare l’apertura di sale giochi – la questura deve chiedere il parere vincolante del Comune, si chiede di sapere:
che cosa risulti abbia fatto la Prefettura di Milano in ordine alla vicenda descritta in premessa;
se la Prefettura abbia interloquito con la Questura in ordine alle comunicazioni antimafia relative agli imprenditori titolari dell’iniziativa;
se il Ministro in indirizzo non intenda promuovere al più presto un’iniziativa legislativa in merito e nel senso auspicato in premessa”.

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