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Piemonte, giunta regionale lavora a piano prevenzione gioco patologico

In: Apparecchi Intrattenimento

28 agosto 2014 - 17:03


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(Jamma) L’assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta annuncia l’avvio dei lavori per la redazione di un piano per la prevenzione del gioco patologico. La Regione intende così avviare una serie di interventi contro una patologia che, secondo i dati in possesso della Regione, conta 1256 casi conclamati, in prevalenza uomini e con una età media di 48 anni. Il costo medio a carico del SSN per la cura è di circa 2.000 euro. Il piano sarà pronto a breve, secondo quanto assicurato da Saitta che precisa come sia «nostra ferma intenzione coinvolgere non solo gli enti locali e le istituzioni scolastiche del Piemonte, ma il vasto mondo del volontariato, le associazioni antimafia, le parrocchie, senza dimenticare le banche e gli istituti di credito». Ma, soprattutto i principali interlocutori della regione in questa non facile guerra al gioco d’azzardo saranno i commercianti. «La normativa regionale approvata prevede che dal 1° gennaio 2015 per tre anni l’aliquota IRAP sia ridotta dello 0,92% per gli esercizi che provvederanno volontariamente alla completa disinstallazione degli apparecchi da gioco e nello stesso tempo che aumenti dello 0,92% a carico di quegli esercizi nei quali le  macchinette restano installate» ricorda Saitta, pur consapevole come anche “di fronte a sconti fiscali il richiamo dei guadagni garantiti dalle macchinette sia duro da vincere”.

Il presidente Sergio Chiamparino, che ha affrontato il tema oggi in Giunta con l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha spiegato l’intenzionedi promuovere la consapevolezza dei rischi per salvaguardare le fasce più vulnerabili della popolazione. “Agiremo sull’Irap e incentiveremo i Comuni ad attivarsi anche loro, per esempio vietando l’installazione delle slot vicino alle scuole- ha detto- sappiamo che resta il grande territorio di internet, ma la consapevolezza di non poter essere risolutivi non deve fermare la nostra battaglia”.

Tutte le Asl del Piemonte hanno servizi per il trattamento del GAP all’interno dei Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze, la maggior parte come servizi strutturati specificatamente, un parte minore come gruppi di operatori che si interessano dell’area specifica. Gli ambulatori che offrono un servizio GAP sono 38, mentre le equipe di lavoro 33. Complessivamente il personale pubblico dedicato al GAP ammonta a 207 operatori (quasi tutti a tempo parziale), di cui 40 medici, 62 psicologi, 45 educatori, 22 infermieri, 29 assistenti sociali. Un dato di cui tenere conto è anche quello legato al coinvolgimento giovanile: oltre il 40% dei giovani tra i 14 e i 19 anni dichiara di aver provato a giocare almeno una volta. Sull’educazione e la prevenzione al gioco d’azzardo la Regione Piemonte nel recente passato si era attivata con una campagna rivolta alle scuole ed aveva coinvolto 8.000 studenti.

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