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Pescara. Limiti orari alle slot. I gestori : “Saremo costretti a licenziare”

In: Apparecchi Intrattenimento

6 agosto 2015 - 18:37


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(Jamma) E’ stata presentata l’ordinanza del sindaco di Pescara Marco Alessandrini, relativa alla disciplina degli orari per le Sale da Gioco autorizzate, come forma di contrasto al gioco patologico. Chi non rispetta quanto previsto rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. I gestori e titolari di bar e alcuni consiglieri di opposizione e non solo, mostrano perplessità su alcuni passaggi dell’ordinanza, che a loro detta, non risolverebbe nemmeno in parte il problema. “Il provvedimento – hanno sostenuto i gestori dei bar e dei locali – ci sembra illogico in quanto e’ limitato solo alle slot machine. Il gioco compulsivo infatti non e’ dovuto solo alla macchinette e poi chi gioca se trova chiuso a Pescara andra’ a Villa Raspa, a Francavilla, nelle localita’ vicine. Il problema quindi non si risolve”. “Il provvedimento – ha aggiunto il titolare di un bar pescarese – avra’ delle ricadute anche sul fronte occupazionale perche’ interessa un terzo della fascia oraria e quindi se ho venti dipendenti significa che 6 o 7 perderanno il lavoro”. Da parte sua, il sindaco ha sottolineato che l’ordinanza mira a “fornire una risposta ad un male invisibile che pero’ esiste ed ha dei costi socio sanitari molto grandi. Il testo – ha aggiunto – punta a recepire l’ordine del giorno votato, lo completeremo anche attraverso il confronto con le associazioni di categoria che avverra’ domani pomeriggio, durante una commissione Commercio aperta alle sigle e agli esercenti del settore, lo facciamo perche” si arrivi alla definizione sostanziale piu’ completa possibile dell’atto che ho premura di rendere vigente”.

“L’ordinanza che recepisce un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio Comunale lo scorso 16 febbraio 2015 – ha detto il sindaco Marco Alessandrini – Materia passata diverse volte nella competente Commissione, che pone regole che probabilmente non risolvono il problema della dipendenza da gioco d’azzardo, ma che pongono un freno o, quantomeno, propongono un agire scevro da fattori patologici, come abbiamo cercato di fare anche attraverso le iniziative di intrattenimento fin qui promosse, Notte bianca non esclusa. Un tema affrontato perché tocca la città e che è trasversale alla politica, tant’è che lo facciamo per ora con una disciplina che propone, anche sulla scorta di quanto indicato dal Consiglio Comunale, orari per l’esercizio che vanno dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 nelle sale autorizzate secondo il Testo Unico Leggi di Pubblica sicurezza, ovvero bar, ristoranti, alberghi, ricevitorie lotto ed esercizi commerciali. Sono escluse dal raggio d’azione le autorizzazioni ex articolo 88 del TULPS, sale gioco propriamente dette, dove esiste già una stringente normativa statale a controllo del settore. Il testo punta a recepire l’ordine del giorno votato, lo completeremo anche attraverso il confronto con le associazioni di categoria che avverrà domani pomeriggio, durante una commissione Commercio aperta alle sigle e agli esercenti del settore, lo facciamo perché si arrivi alla definizione sostanziale più completa possibile dell’atto che ho premura di rendere vigente”.

“Io vedo un valore enorme in questa ordinanza che si appresta a firmare il sindaco – dice il dottor Fausto D’Egidio, alla guida del Serd dove le dipendenze tutte vengono affrontate ogni giorno – Il  Ministero della Salute ha varato in questi giorni un decreto per mettere in piedi un osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo patologico, una meta che ha impiegato 4 anni ad arrivare. Lo spirito è quello di legittimare un’atmosfera di contrasto sociale che produce moltissime sofferenze a Pescara. Con questa ordinanza il sindaco dice ai cittadini che noi facciamo quello che possiamo, che è poco, ma insieme stiamo facendo molto altro e cerchiamo di legittimare degli interventi locali affinché non si facciano regole uguali per tutti rispetto alle patologie. Ci sono specificità locali che vanno governate a livello locale. La barbarie della malattia del gioco d’azzardo non ha a che fare con una condotta strutturata da millenni che è quella della propensione al rischio, ma va affrontata, perché esiste, c’è. Su Pescara non ci sono dati, però ci sono riscontri indiretti perché è costante la spesa nel mondo del gioco, arriviamo a cifre che superano i 1.500 euro l’anno per ogni cittadino, neonati e incapaci compresi e una famiglia media spende oltre 4.000 euro ogni anno per il gioco, cosa che pone Pescara  ai primi posti in Italia per consumi di giochi d’azzardo”.

“Seguiamo tanti casi da dentro e fuori regione – aggiunge Moreno Di Pietrantonio, in veste di operatore del Serd – E’ una casistica che va affrontata e che interessa le famiglie che la vivono ogni giorno con situazioni al limite perché chi entra nella spirale si gioca tutto”.

“Non solo la limitazione degli orari, ma anche la sensibilizzazione sul gioco responsabile – aggiunge la consigliera Daniela Santroni – proveremo anche attraverso il coinvolgimento delle scuole per lanciare un marchio no slot da mettere negli esercizi che dicono no alle macchinette. C’è una legge regionale in via di definizione e ci collegheremo con tutte le iniziative di sensibilizzazione collaterali da fare sul territorio”. “E’ giusto e opportuno che il Comune affronti l’argomento – così il presidente della Commissione Politiche Sociali Tonino Natarelli – Dai riscontri del Serd viene fuori una situazione drammatica e un bisogno di supporto anche istituzionale, perché non si arriva a tutto. L’ordinanza mette ulteriori regole sul territorio che danno voce alla priorità di intervento e che verranno supportate anche da altre iniziative di sensibilizzazione”.



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