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Perla (Delegato Sapar): “Speravo in un fronte comune partito dal concessionario, passando per il gestore, fino all’esercente…”

In: Apparecchi Intrattenimento

7 gennaio 2015 - 13:08


sordi

(Jamma) – Questi primi giorni del 2015 sono determinanti per l’organizzazione della raccolta del gioco automatico. Dai lavori in corso in queste ore uscirà la soluzione adottata dal settore in risposta alla legge di Stabilità 2015. Tanti i “laboratori di idee” dove in questi giorni ci si confronta e si discute, ma molti sono anche i contributi inviati alla nostra Redazione. Di seguito un commento di Patrizio Perla, noto operatore del Lazio.

“LAVORATORI TIE’ ” lo storico film del grande Alberto Sordi rappresenta in maniera esemplare quello che in questi giorni un’associazione di concessionari ha manifestato nei riguardi della “filiera” del settore dei giochi, infatti dalla sua iniziale intransigenza, nel film rappresentata dall’essere in sicurezza sul tetto di una macchina in moto, mentre tutti gli operai erano a piedi, è passata alle precisazioni nel momento in cui ha visto gli “operai” camminare spediti al contrario del motore della macchina in difficoltà. “MA CHE FAI, TE FERMI?” Però a volte la pezza è peggiore del buco.
Il grande Sordi mi è ancora di aiuto per raccontare quello che è successo dal 31/12/2014 al 01/01/2015 quando tutti, e ribadisco tutti i concessionari hanno mandato o per email o per fax o addirittura con il blocco del portale in mancanza di “accettazioni” un testo in cui tutto l’onere dei famigerati 500 milioni di euro, sarebbero ricaduti sulla “filiera”. Ma nella specifica sicuramente concordata tra concessionari, vista la coincidenza delle richieste espresse, la filiera era corta anzi cortissima in quanto partiva dal gestore e per forza maggiore finiva al …….. gestore in quanto visti gli scarsi utili rimanenti anche per l’esercente i costi sarebbero ricaduti sul gestore, ma a parte ciò mi chiedo perché la “filiera” parte dal gestore e finisce all’esercente senza minimamente considerare l’ipotesi di partire/passare dal concessionario? Forse perché come dice il marchese del Grillo “IO SONO IO E VOI NON SIETE UN C….O”.
In un precedente incontro tra le associazioni dei gestori, degli esercenti e di concessionari di rete, un importante rappresentante di un concessionario, ci ha spiegato qual’era il nostro lavoro in quanto, lui conosceva bene il settore essendone attore fin dal 2004 e quindi da quasi 11 anni. Successivamente ci (ero presente anche io) ha spiegato che se saltava il concessionario sarebbe saltato tutto il resto. Ebbene caro Sign Fabio, già in quella occasione le ho ricordato e fatto notare che la cosa va proprio cataribaltata in quanto è vero proprio il contrario di quello che lei dice infatti se salta il gestore salta tutta la giostra.
Incassata la rid quindicinale che noi vi mettiamo a disposizione avete svolto il vostro lavoro, incassate le vostre competenze e guai se manca un centesimo si rischia il blocco degli apparecchi.
Il compito del gestore parte dalla ricerca delle location, dall’acquisto dell’apparecchio, al riempimento con i propri soldi degli hopper e dei cambiamonete, alla manutenzione di 365 giorni su 365 al rischio di furti, rapine a mano armata, inserimento soldi falsi, bug sui programmi gioco, e, richieste da parte degli esercenti sempre più esose a causa anche di offerte irragionevoli o irragiolecite fatte spesso direttamente proprio dai concessionari, a volte controllati e controllori di se stessi che vincolano la fornitura di altri giochi all’installazione forzosa di slot.
Ma c’è una cosa che quel giorno ho voluto evitare di dire per non alimentare polemiche che sarebbero state forvianti rispetto alla gravità del momento, ma che oggi proprio non riesco a tenermi dentro, le volevo ricordare che nel nostro settore ci sono aziende presenti da 40 anni ed oltre, aziende passate da generazioni in generazioni e quindi un pò più di umiltà da parte sua certamente mi avrebbe colpito più della elegante cravatta che contrastava con la inelegante saccenza.
In buona fede, allora, ero convinto che un fronte comune che fosse partito dal concessionario, passando per il gestore, fino all’esercente, con tutto l’indotto che gli ruota intorno, avrebbe portato la sempre più famelica classe politica a più mite e giusta ragionevolezza.
Adesso che i concessionari hanno mostrato chiaramente quali sono le loro intenzioni, rivalersi totalmente su noi e nascondersi dietro un “come previsto dalla legge”, si stanno comportando proprio come l’americano a Roma convinti di poter dare “IL LATTE AR SORCIO, LA MOSTARDA AR GATTO E………. MACCHERONI TU ME PROVOCHI E IO ME TE MAGNO”.
Devono sapere già da adesso che per noi hanno valore solo i contratti già in essere, non abbiamo nessuna intenzione di firmarne altri che prevedono assurde incombenze, tanto più per adesso non abbiamo nessuna intenzione di bonificare loro l’importo netto (in meno out) degli apparecchi. Anche perché vista la scarsa fiducia che nutro nei loro confronti (non dimentichiamo mai che circa il 90 % della proprietà dei concessionari italiani è in mano a società o fondi estere con sede nei paesi a tassazione agevolata, o addirittura in paradisi fiscali) vorrei che nella più che remota possibilità di dover consegnare coattamente loro il denaro, a fronte che fosse accesa a favore del gestore e dell’esercente una giusta fidejussione a garanzia dell’importo incassato.
Chiudo con un grande classico di Albertone nazionale che al negriero che si lamentava di aver preso botte, solo perché erano due contro uno, gli risponde “E RINGRAZIA DIO CHE NON ERAVAMO IN TRE, SE NO TE AVEVAMO MENATO IN TRE”.
Patrizio Perla

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