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Pari opportunità tra imprese: perché sui giochi si devono le imposte dirette anche per gli incassi rubati mentre su alcolici e carburanti no?

In: Apparecchi Intrattenimento

20 febbraio 2015 - 12:06


Kommunen wollen Spielhallen-Boom begrenzen

 

(Jamma) – Come non sentirsi ampiamente rappresentati da questo Parlamento. Mentre per gli operatori del gioco pubblico sembra passare la linea “tolleranza zero” avallata, purtoppo come abbiamo visto, anche da rappresentanti dello stesso settore, per chi ha subito un furto di prodotti energetici o alcolici, fino al 31 dicembre 2017 viene introdotta l’agevolazione che non dovrà più pagare le accise su tali prodotti.

Questo è quanto previsto in un emendamento dei relatori al dl Milleproroghe approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera.

 
Forse è tempo di smetterla di presentarsi ai politici con “il cappello in mano”, forse è giunto il momento di chiedere e osare perché il settore non è e non può più essere il salvadanaio a cui attingere per ogni tipo di emergenza.

 
I furti, e tanti, sono stati subiti da tutti gli operatori del gioco automatico. Non meritano comprensione le loro aziende? Perché devono pagare il PREU anche sugli incassi rubati, mentre non si paga accise sugli alcolici rubati?

 
Il settore del gioco pubblico, qualsiasi sia la considerazione morale sul servizio trattato, è comunque costituito da aziende regolari, legali e supercontrollate che vivono tentando di superare le insidie della contingenza economica, come fanno tutte le altre aziende. Perché non chiedere più rispetto e gli stessi aiuti che vengono concessi alle altre aziende?

 
Di seguito l’emendamento approvato.

Dopo il comma 12, inserire il seguente:
12-bis. In attesa di apposita regolamentazione in ordine all’estinzione della pretesa tributaria, è differita al 31 dicembre 2017 l’esecuzione della pretesa tributaria nei confronti del soggetto obbligato al pagamento dell’accisa qualora dalla conclusione del procedimento penale instaurato per i medesimi fatti e definito con sentenza anteriore alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 marzo 2010, n. 48, non risulti il coinvolgimento del medesimo soggetto obbligato a titolo di dolo o colpa. Resta fermo l’eventuale recupero nei confronti dell’effettivo responsabile del reato.
10.195 I Relatori.

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