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Sale giochi. Il Tar Veneto sospende il provvedimento del Comune di Vicenza: ‘C’è la licenza del questore’

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Scommesse, Videolottery

3 agosto 2012 - 12:45


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Zevio. Il Comune si mobilita per limitare l’apertura di nuove sale da gioco

 

(Jamma) Mentre il Comune di Vicenza ricorre al Tar Veneto contro le autorizzazioni rilasciate dalla questura per l’apertura di nuove attività di sale giochi e scommesse nel territorio comunale, lo stesso TAR (Sezione Terza) accoglie il ricorso  presentato dal titolare di una sala da gioco contro la questura di Vicenza – Ministero dell’Interno, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e il Comune di Vicenza per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Comune, in data 18 Giugno 2012, con cui è stata revocata l’agibilità dei locali ed è stata sospesa l’attività di sala giochi e scommesse. Alla notizia il primo cittadino, Variati, si scaglia contro la questura e i permessi rilasciati a suo dire troppo facilmente a slot machine e affini. Ma il Questore di Vicenza Angelo Sanna non ci sta e risponde alle dichiarazioni del primo cittadino per dire: «Io da uomo dello Stato ho un solo Vangelo: la legge. E una norma emanata dal ministero dell’Interno per me è il Vangelo». Quella circolare del ministero dell’Interno dell’aprile scorso che stabilisce limiti e competenze sulle videolotterie parla chiaro: «Non c’è alcuna interpretazione». Spetta alla questura rilasciare la licenza necessaria per attivare apparecchi di videolotteria e il questore può anche trascurare eventuali limitazioni imposte con regolamento dal Comune, trattandosi di materia di assoluta competenza statale.

“Tutti sanno – ha dichiarato Angelo Sanna – come ho trattato la questione delle sale giochi: all’inizio non ho dato le autorizzazioni e ho chiesto lumi al ministero che mi ha risposto, anche se in realtà stava già preparando le disposizioni in merito. Anche perché molti questori hanno lo stesso problema”. “Come uomo dello Stato, mi sento di dover dire che per me il Vangelo è la legge. E quella norma del ministero dell’Interno per me è Vangelo».

E così resta la spaccatura tra Comune e viale Mazzini sulle videolotterie: “Noi come polizia possiamo fare i controlli, se qualcosa viola le leggi interveniamo. Il questore deve guardare altre cose: se le agenzie di scommesse sono legali, il 50 per cento del problema è risolto. E se non ci sono problemi di sicurezza non ho motivi per dire di no. Comunque con il vicequestore Cecchetto abbiamo passato giornate per trovare qualche scappatoia, ma la legge è quella. Poi la circolare di pubblica sicurezza ha tolto ogni dubbio”. Due posizioni difficili da conciliare, comunque. Come avevano fatto capire anche le parole dell’assessore agli affari legali Massimo Pecori: “I giudici del Tar sostengono che la revoca dal momento che il Comune “non ha tenuto conto della circostanza che in data 23 Maggio 2012 il Questore della Provincia di Vicenza ha rilasciato la licenza ad esercitare raccolta di scommesse”. Ma è proprio il contrario di quanto sosteniamo noi: cioè che è la questura ad aver ignorato le norme urbanistiche comunali». Dietro però c’è quella circolare, che dà pieni poteri al questore anche in contrasto con le norme dei Comuni.

 

Sale giochi. Il Comune di Vicenza ricorre al Tar per chiedere l’annullamento delle licenze della Questura

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