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Sale giochi. Il Tar rigetta ricorso contro diniego autorizzazione apertura Provincia di Bolzano (testo sentenza)

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16 luglio 2012 - 10:09


(Jamma) Il Tar Lazio, con ordinanza del 13 luglio, ha rigettato il ricorso di una società contro il provvedimento della Provincia di Bolzano che ha negato l’apertura di una sala Vlt. Di seguito il testo integrale della sentenza.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Ter)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 4895 del 2012, proposto da Adria Gaming Bolzano Srl, rappresentata e difesa dall’avv. Francesco Lanaro, con domicilio eletto presso Maurizio Lanigra in Roma, piazza dei Prati degli Strozzi,32;

 

contro

Provincia Autonoma di Bolzano, rappresentata e difesa dagli avv.ti Renate Von Guggenberg, Stephan Beikircher, Jutta Segna, Lukas Plancker, con domicilio eletto presso Michele Costa in Roma, via Bassano del Grappa, 24;
Comune di Lana, rappresentato e difeso dagli avv.ti Federico Mazzei, Fabio Gullotta, con domicilio eletto presso Fabio Gullotta in Roma, via Ronciglione, 3;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

del provvedimento di rigetto della richiesta di autorizzazione per la raccolta di giocate tramite apparecchi da gioco appartenenti alla tipologia di cui all’art. 110 co. 6 lett. b) r.d. n. 773/1931 denominati vlt – videoterminali nella “sala dedicata” al gioco – risarcimento danni.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Provincia Autonoma di Bolzano e del Comune di Lana;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2012 il dott. Roberto Proietti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.

 

Con ricorso notificato in data 7 giugno 2012, Adria Gaming Bolzano S.r.l. ha impugnato il decreto di rigetto della domanda di autorizzazione alla raccolta di giocate tramite apparecchi da gioco appartenenti alla tipologia di cui all’art. 110, comma 6, lett. b), del R.D. n. 773/1931, denominati VLT – videoterminali della ‘sala dedicata’ al gioco con apparecchi di cui all’art. 110, co. 6. RD n. 773/1931, a Lana, via Andreas Hofer n. 7, notificato il 12.4.2012, nonché, di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.

Avverso tale provvedimento la parte ricorrente ha proposto censure di violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili.

Il Comune di Lana, costituitosi in giudizio, ha eccepito l’incompetenza del TAR del Lazio ed ha affermando l’infondatezza del ricorso proposto da Adria Gaming Bolzano Srl.

Fatta salva la facoltà della parte interessata di proporre regolamento di competenza ex art. 15, co. 2, c.p.c., il Collegio ritiene di essere competente a decidere tenuto conto di quanto stabilito dall’art. 135, co. 1, lett. q-quater), del d.lgs. n. 104/2010 (lettera aggiunta dall’art. 10, comma 9-ter, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 aprile 2012, n. 44) che fa rientrare nella competenza del TAR del Lazio “le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita in denaro e quelli emessi dall’Autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro.”. A tale riguardo, va considerato che il provvedimento impugnato nel caso di specie rientra nell’ambito di applicazione della richiamata norma processuale in quanto, ai sensi dell’art. 20 della Provincia autonoma di Bolzano, il Presidente della citata Provincia esercita le attribuzioni spettanti all’Autorità di pubblica sicurezza, tra l’altro, in materia di esercizi pubblici.

Ciò posto e passando a considerare la domanda cautelare proposta dalla parte ricorrente il Collegio ritiene – al sommario esame della controversia consentito nella fase cautelare -, che non ricorrono nella fattispecie i presupposti utili per la concessione della richiesta misura cautelare, in quanto dagli elementi di valutazione acquisiti non emergono profili che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso, perché: – tenuto anche conto di quanto stabilito dalla Corte costituzionale con sentenza n. 300 del 9.11.2011, l’Amministrazione risulta aver correttamente operato applicando l’art. 5-bis, comma 2-bis, della legge provinciale 13 maggio 1992, n, 13; – la parte ricorrente non risulta aver impugnato la delibera della Giunta provinciale n. 341/2012; – con parere del 15.2.2012 il Comune di Lana ha evidenziato anche la mancanza di licenza d’uso dei locali oggetto della richiesta di autorizzazione.

Sussistono giustificati motivi – legati alla particolarità della vicenda e delle questioni trattate – per compensare le spese della fase cautelare.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter):

Respinge la domanda cautelare;

Compensa le spese della fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2012 con l’intervento dei magistrati:

Linda Sandulli, Presidente

Pietro Morabito, Consigliere

Roberto Proietti, Consigliere, Estensore

     
     
L’ESTENSORE   IL PRESIDENTE

 

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