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Riva del Garda. Limiti e restrizioni solo per le nuove sale da gioco (testo sentenza Tar)

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Newslot, Videolottery

25 giugno 2012 - 12:20


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(Jamma) Niente sospensiva per la delibera votata dalla giunta rivana sulla regolamentazione delle nuove slot-machine in quel di Riva.
L’amministrazione Mosaner, facendo seguito a quanto deciso dalla Provincia con la legge Finanziaria, ha previsto una disciplina valida per gli esercizi pubblici che utilizzano anche le macchinette «per il gioco lecito» come vengono definite dalla normativa attuale.
Un giro di vite che prevedeva distanze minime importanti da scuole, centri sociali, case di riposo, strutture socio-sanitarie di vario tipo, anche dalla stazione delle autocorriere. Una serie di “paletti” con i quali si vuole prevenire la ludopatia, cioè la degenerazione, purtroppo sempre più frequente, del gioco in malattia.
La legge provinciale prevede una distanza «non inferiore a 300 metri» da dette strutture e luoghi di aggregazione. Ma i comuni possono anche aumentarle, come fatto da diversi centri anche di piccole dimensioni giungendo di fatto all’azzeramento delle nuove licenze.
Contro la delibera del Comune di Riva avevano presentato richiesta di immediata sospensiva la Confcommercio, Euromatic e Lottomatica, ma il Tar ha deciso che non ci sono gli estremi per sospendere i via cautelativa il provvedimento. Il ricorso dovrà seguire l’iter normale con tempi necessariamente più lunghi.
Secondo i giudici del Tar la salvaguardia del diritto di impresa è meno importante della «tutela della famiglia, della salute, della dignità personale» che delibera vuole perseguire.
Dal Tar arriva però anche un segnale che gestori, baristi, titolari di sale giochi coglieranno positivamente. Dando una prima importante interpretazione alla norma i giudici amministrativi ritengono che il divieto imposto dalla delibera valga solo per le slot-machine «da installare» e non, come si credeva, anche per la sostituzione di quelle divenute obsolete o guastatesi: «La delibera si riferisce solo agli apparecchi di nuova installazione – si legge nell’ordinanza – facendo dunque evidentemente salvi quelli già installati, di cui, altrettanto evidentemente, è consentita anche la sostituzione».

 

Se quella del Comune è quindi una vittoria (in attesa che il ricorso arrivi in discussione) altrettanto vero è che gli imprenditori che hanno investito in questi anni nelle “macchinette” non si vedranno azzerato il capitale e vedranno salguardato anche l’avviamento aziendale, aspetto per il quale non erano pochi i timori degli operatori già attivi nel settore.
Contro l’ordinanza del Tar l’avvocato Michele Busetti, che difende le ragioni di Confcommercio, Euromatic e Lottomatica, annuncia ricorso al Consiglio di Stato entro i prossimi 15 giorni.

 

 

 

 

 

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento

(Sezione Unica)

ha pronunciato la presente

 

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 135 del 2012, proposto da:

Confcommercio Imprese Per L’Italia Trentino-Unione delle Imprese delle

Attività Profess.E del Lavoro Autonomo, rappresentato e difeso dall’avv.

Michele Busetti, con domicilio eletto presso Michele Busetti in Trento, via

Belenzani 46;

contro

Comune di Riva del Garda in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso

dall’avv. Paolo Pasolli, con domicilio eletto presso Alessandro Urciuoli in

Trento, via Serafini N. 9; Provincia di Trento, rappresentato e difeso dagli avv.

Nicolo’ Pedrazzoli, Maurizio Dalla Serra, Silvano Doliana, con domicilio eletto

presso Silvano Doliana in Trento, Avvocatura P.A.T. – p.zza Dante 15;

nei confronti di

Ephedra Cooperativa Sociale di Servizi Educativi Onlus;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

delibera del comune di riva del garda n. 106 prot. n. 0006542 di data 27

febbraio 2012, pubblicata all’albo pretorio del comune dal 2 marzo 2012 per

dieci giorni consecutivi e divenuta esecutiva in data 13 marzo 2012 avente ad

oggetto “approvazione criteri di insediamento di apparecchi da intrattenimento

con vincita in denaro (art. 110, comma 6 del testo unico leggi di pubblica

sicurezza) in esercizi con attività prevalente di gioco (sale giochi), esercizi

pubblici e commerciali”, nonchè degli atti tutti antecedenti, preordinati,

consequenziali e comunque connessi al procedimento.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Riva del Garda in Persona

del Sindaco P.T. e di Provincia di Trento;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato,

presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 giugno 2012 il dott. Armando

Pozzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

– con ricorso di oltre 50 pagine con fitte note in calce, come tale non rispettoso

del principio processuale di sinteticità di cui all’art. 3 c.p.a., la Confederazione

ricorrente impugna la delibera comunale indicata in epigrafe, con la quale, in

applicazione dell’art. 13 bis della LP n. 9/2000 e s.m., l’amministrazione

comunale ha inteso limitare sul proprio territorio la collocazione di “ apparecchi

e congegni per il gioco lecito “, tali qualificati dalle disposizioni di cui all’art.

110 del R.D. 18-6-1931 n. 773 ( testo unico delle leggi di pubblica sicurezza );

– avverso il predetto provvedimento sono dedotti 11 motivi di ricorso, tra cui la

q.l.c. del citato art. 13 bis della LP n. 9/2000;

– dei predetti motivi, taluni, afferenti profili di eccesso di potere per difetto di

motivazione, sviamento ed illogicità, , non appaiono, seppure ad una prima

sommaria delibazione, assistiti da sufficienti elementi di fumus, avendo

l’amministrazione inteso perseguire, nell’ambito delle politiche di contrasto al

fenomeno delle ludopatie poste in essere dal Legislatore provinciale, il

dichiarato scopo di tutelare la fasce deboli ( giovani ed anziani ) dai fenomeni

( devastanti sul piano familiare, sociale ed economico ) di smisurata diffusione

di attività di “ gioco “ oggettivamente e pericolosamente aleatorio, seppur lecito

sul piano penale, dettagliatamente descritti nell’ampia ed articolata motivazione

del provvedimento, con ripetuti riferimenti a dati statistici e scientifici tratti da

fonti ben indicate, individuate e sufficientemente accreditate per fatto notorio;

– anche se altri profili di doglianza – e, in particolare, quello di cui al motivo n.

6 -A ( pag. 30 -32 ricorso ) meriteranno maggiore considerazione e valutazione

in fase di merito, sino alla quale, peraltro, l’amministrazione ben potrà disporre

una ancor più completa attività istruttoria per individuare con maggior dettaglio

e congruenza e minore espansività i luoghi sensibili frequentati

specificatamente dalle fasce giovanili ed anziane della popolazione;

– sotto il profilo del danno, quest’ultimo, allo stato, si presenta nella forma del “

lucro captando “ , cioè del maggior guadagno da acquisire e non delle perdite da

evitare, come riconosciuto nello stesso ricorso, ove si parla di “ possibilità di

implementare e sviluppare l’attività imprenditoriale di numerosissime categorie

imprenditoriali “ ( pag. 16 ricorso ), ovvero di “ sviluppo delle iniziative

imprenditoriali “ ( v. istanza cautelare );

– sempre sotto il profilo del danno, il ripetutamente invocato principio di libertà

d’impresa e di tutela della concorrenza, di cui alle norme di rango comunitario,

costituzionale e primario richiamate in ricorso appare recessivo a fronte del

contrapposto interesse, anch’esso di pari – se non superiore – rango

costituzionale, alla tutela della famiglia, della salute, della dignità personale ;

interesse che risulta valorizzato proprio dalle norme del d.l. n. 98/2011 riportate

nella memoria di replica della ricorrente;

– non è conferente il richiamo al precedente del TAR Umbria di cui a pag. 26

del ricorso, anche a fronte della speciale legge provinciale qui applicata;

– sempre sotto il profilo del danno, la delibera comunale impugnata si riferisce

solo agli apparecchi da gioco “ da installare ”, facendo dunque evidentemente

salvi quelli già installati, di cui, altrettanto evidentemente, è consentita anche la

sostituzione, come previsto dalla legge provinciale e secondo un’interpretazione

dell’avversato provvedimento teleologica, sistematica e di buona fede

oggettiva;

– richiamate le proprie ordinanze cautelari nn. 77 e 78 dell’8 giugno 2012, di

analogo oggetto, alle cui ulteriori argomentazioni e motivazioni in questa sede

ci si richiama per ragioni di sintetica completezza;

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento (Sezione Unica)

Respinge l’istanza cautelare con le precisazioni di cui in motivazione.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso

la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Trento nella camera di consiglio del giorno 21 giugno 2012 con

l’intervento dei magistrati:

Armando Pozzi, Presidente, Estensore

Lorenzo Stevanato, Consigliere

Fiorenzo Tomaselli, Consigliere

IL PRESIDENTE, ESTENSORE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 22/06/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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