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Ravenna. Contro il gioco d’azzardo l’amministrazione lamenta l’inerzia del sindaco

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot

10 luglio 2012 - 09:50


ravenna

(Jamma) “E’ trascorso più di un anno da quando il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità la proposta di appendere dei cartelli all’esterno e all’interno delle sale gioco, in triplice lingua e che, con caratteri ben visibili, informassero le persone che il gioco può creare dipendenza e contenessero un numero telefonico per un pronto aiuto”. A parlare è il capogruppo Lega Nord Ravenna Paolo Guerra.

“In data 6 luglio 2012 – prosegue Guerra – ho presentato una interrogazione al Consiglio Comunale affinchè il Sindaco Matteucci risponda delle sue inadempienze di fronte al dilagare del gioco d’azzardo e alla situazione che, dati ufficiali alla mano, si sta creando sul territorio ravennate.

Nonostante l’impegno di qualche esponenti della maggioranza di governo e l’ampia condivisione delle stessa associazioni di ex giocatori, Matteucci non ha attuato alcun provvedimento al riguardo, trascurando completamente la volontà espressa unanimemente dai colleghi Consiglieri. Nei mesi trascorsi ho partecipato a diversi incontri ed inviato lettere al Sindaco con dati ufficiali sulla diffusione del gioco senza ricevere alcuna risposta. Preso atto che il Sindaco, anche in questa occasione, rappresenta solo sé stesso e non ha intenzione di interpretare neppure la volontà dei propri Consiglieri di maggioranza, ho dovuto presentare una interrogazione in Comune. Le stesse Associazioni per il recupero di ex giocatori hanno confermato la fondatezza della richiesta per il luogo nei quali sarebbero appesi i cartelli, per l’immediatezza del messaggio e per il duplice significato di prevenire o di dare un riferimento telefonico per un aiuto immediato. Mi è stato risposto che non vi sono ancora elementi utili per emettere l’ordinanza o provvedimenti analoghi. Ed allora, prendendomi qualche giorno di ferie, ho trovato alcuni dati. Nel 2010 il territorio di Ravenna ha speso nei giochi di azzardo 326 milioni di euro a fronte di una spesa nazionale di 61,5 miliardi di euro. Nel 2011 la spesa nazionale per i giochi a titolo oneroso è salita a 76,2 miliardi di euro (pari a euro 1.270,00 per abitante) il che fa presupporre che a Ravenna si abbia un incremento di questa spesa in misura del +24% che comporterà una spesa di 404,25 milioni di euro per il 2011. Fra il 2010 e il 2011 le Associazioni per il recupero dei giocatori compulsivi operanti sul territorio ravennate, che per prime ammettono che il ricorso al loro aiuto è inferiore rispetto all’entità del problema, hanno registrato un incremento di presenze del +37,5%. A tutto questo aggiungo che nel biennio 2010/2011 nel solo Comune di Ravenna hanno aperto non meno di 18 sale slot machine con autorizzazione rilasciata dagli Uffici comunali e ben 22 sale videolottery con autorizzazione rilasciata dalla Questura con un incremento di aperture, per queste ultime, del +1000%. In tutto questo il Ministro della Salute Balduzzi ha recentemente dichiarato (come da anni riconosciuto dall’OMS) che il gioco compulsivo è una malattia che sarà riconosciuta seguita dal sistema sanitario nazionale. E in tema di salute pubblica il Sindaco ha tutte le competenze per emettere una ordinanza, soprattutto se ben motivata. Un contributo ad arginare il fenomeno della compulsività e per offrire un aiuto immediato alle persone più deboli afflitte da questa patologia.

Io non sono contro il gioco d’azzardo, ma ritengo che non solo le persone esposte a questa patologia potranno accettare questa iniziativa, ma gli stessi gestori delle sale gioco”.

 

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