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Pubblicati i due pdl del consiglio regionale ligure contro l’installazione e la pubblicità dei giochi

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Videolottery

6 giugno 2012 - 11:18


genova

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(Jamma) Pubblicati i testi delle due proposte di legge, presentate dal Consiglio regionale della Liguria che, se otterranno il via libera dalle Camere, introducono il divieto di installazione dei sistemi di gioco d’azzardo elettronico in luoghi pubblici e norme contro la pubblicità dei giochi per la prevenzione del gioco patologico. 

Nello specifico come indicato nella premessa “la proposta di legge modifica il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931, con l’introduzione del divieto di installazione e di utilizzo di slot-machine all’interno dei locali pubblici per mezzo: dell’abrogazione della lettera a) del comma 6 dell’articolo 110, che attualmente considera lecito, previo rispetto dei limiti e delle condizioni individuati dal legislatore, l’utilizzo delle slot-machine e videopoker nei locali pubblici;

della riconferma di quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 110 che recita:

« 4. L’installazione e l’uso di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d’azzardo sono vietati nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di qualunque specie ».

Il provvedimento modifica, inoltre, il già citato articolo 110 prevedendo che chiunque, sul territorio nazionale, distribuisce o installa o comunque consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi o congegni da intrattenimento (di cui al comma 5 dell’articolo 110), rispetto ai quali sono fatte salve le sanzioni previste dal diritto penale per il gioco d’azzardo, o non rispondenti alle caratteristiche e alle prescrizioni indicate nel medesimo testo unico e nelle relative disposizioni attuative, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro per ciascun apparecchio. La stessa sanzione si applica nei confronti di chiunque, consentendo l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli e associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni conformi alle caratteristiche e alle prescrizioni indicate nello stesso testo unico corrisponde, a fronte delle vincite, premi in denaro o di altra specie diversi da quelli ammessi.

Infine, la presente proposta di legge al Parlamento introduce la confisca per gli apparecchi e congegni per il gioco d’azzardo e per quelli per i quali non siano stati rilasciati i titoli autorizzativi previsti dalla normativa vigente o non rispondenti alle caratteristiche indicate dalla legge. Nel provvedimento di confisca è disposta la distruzione degli apparecchi e dei congegni suddetti”.

 

Di seguito il testo integrale della proposta

 

ART. 1.

1. Il comma 5 dell’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, di seguito denominato «regio decreto n. 773 del 1931», è sostituito dal seguente:

« 5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d’azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato ».

2. Le lettere a) e a-bis) del comma 6 dell’articolo 110 del regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni, sono abrogate.

3. L’alinea del comma 9 dell’articolo 110 del regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

« In materia di apparecchi e congegni di cui ai commi 5, 6, e 7 si applicano le seguente sanzioni: ».

4. La lettera c) del comma 9 dell’articolo 110 del regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni, è sostituita dalla seguente:

« c) chiunque, sul territorio nazionale, distribuisce o installa o comunque consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi o congegni di cui al comma 5, rispetto ai quali sono fatte salve le sanzioni previste dal diritto penale per il gioco d’azzardo, o non rispondenti alle caratteristiche e alle prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge od amministrative attuative di detti commi, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro per ciascun apparecchio.

La stessa sanzione si applica nei confronti di chiunque, consentendo l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni conformi alle caratteristiche e alle prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge e amministrative attuative di detti commi, corrisponde a fronte delle vincite premi, in denaro o di altra specie, diversi da quelli ammessi ».

5. Il comma 9-bis dell’articolo 110 del regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: « 9-bis. Per gli apparecchi di cui al comma 5 e per quelli per i quali non siano stati rilasciati i titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni vigenti ovvero che non siano rispondenti alle caratteristiche e alle prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge e amministrative attuative di detti commi, è disposta la confisca ai sensi dell’articolo 20, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Nel provvedimento di confisca è disposta la distruzione degli apparecchi e dei congegni, con le modalità stabilite dal provvedimento stesso ».

 

L’altro progetto intitolato “Norme contro la pubblicità dei giochi con corresponsione di premi in denaro e per la prevenzione del gioco patologico” vuole innanzitutto affermare un fondamentale principio di prevenzione e deterrenza, basato sull’assunto che l’abuso del gioco nuoce alla salute – mentale e fisica – e può ridurre in povertà il giocatore e la sua famiglia.

Così come il consumo di tabacchi lavorati è considerato dalla legge gravemente nocivo per la salute e pertanto viene ostacolato e disincentivato attraverso apposite normative e campagne informative ed educative, allo stesso modo anche l’abuso del gioco deve essere ostacolato e prevenuto. Per questa ragione l’articolo 2 della proposta di legge vieta la pubblicità dei giochi, sotto ogni forma, anche on line, prevendendo dure sanzioni per chi contravviene alla norma.

Viene inoltre prevista, dall’articolo 3, la presenza di avvisi sulle conseguenze nocive dell’abuso di gioco, sia sui tagliandi cartacei (ad esempio, il gratta e vinci, le varie schedine eccetera), sia all’interno dei locali in cui sono posti in vendita giochi (ricevitorie eccetera), sia, infine, su ogni singolo apparecchio per il gioco elettronico (le slot machine).

Logico corollario di un’impostazione deterrente e preventiva dei rischi legati all’abuso di gioco è il divieto di accedervi per i soggetti minorenni – articolo 4 – accompagnato da dure sanzioni per i trasgressori.

Ultimo elemento della proposta di legge è la previsione – articolo 5 – di una destinazione obbligatoria di parte dei proventi ricavati dalla raccolta giochi ad azioni collegate alla cura della dipendenza da gioco (attraverso un fondo da istituire) e per la lotta contro l’usura (attraverso l’apposito Fondo già esistente presso il Ministero dell’interno).

Con questa proposta di legge si vuole segnare un primo passo verso un totale cambiamento dell’approccio istituzionale al gioco, per limitare i costi economici, sociali e soprattutto umani che esso comporta.

Il consiglio regionale – assemblea legislativa della Liguria auspica, quindi, una rapida e unanime approvazione della presente proposta di legge.

 

ART. 1.

(Finalità).

1. Ai fini della presente legge per « giochi » si intendono, ai sensi della normativa vigente, tutti i giochi rispetto ai quali l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato del Ministero dell’economia e

delle finanze svolge l’attività di regolazione e controllo e che prevedano la corresponsione

di premi in denaro.

 

ART. 2.

(Divieti pubblicitari).

1. È vietata la propaganda pubblicitaria dei giochi. È altresì vietata ogni forma di pubblicità sulla rete internet, al di fuori dei siti che offrono direttamente il servizio di gioco on line.

2. Chiunque trasgredisca al divieto previsto dal comma 1 è soggetto a una sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 100.000.

 

ART. 3.

(Obbligo di avvisi informativi).

1. A decorrere dal 1° giugno 2012, su ciascun lato dei tagliandi relativi a giochi posti in vendita al pubblico deve essere riportata a stampa e in modo da coprire almeno il 20 per cento della superficie totale, una delle seguenti avvertenze:

a) l’abuso di gioco provoca dipendenza;

b) il gioco eccessivo può ridurti in povertà;

c) questo gioco può nuocere alla tua salute;

d) proteggi la tua famiglia: non rovinarti giocando;

e) il tuo medico può aiutarti a smettere di giocare.

2. È fatto obbligo ai gestori di esporre nei locali in cui vengono posti in vendita giochi, in maniera chiara e visibile, cartelli recanti uno degli avvisi di cui al comma 1.

È fatto altresì obbligo di esporre su ogni apparecchio del tipo « newslot » un adesivo di idonee dimensioni recante uno degli avvisi di cui al comma 1.

3. Qualora in un singolo locale siano presenti più punti vendita di giochi i cartelli di cui al comma 2 devono essere esposti su ogni punto vendita.

 

ART. 4.

(Divieti per minori).

1. È fatto divieto di partecipare ai giochi ai minori di anni diciotto.

2. Il titolare di esercizio commerciale o di qualunque altro punto di offerta del gioco che consente la partecipazione ai giochi a soggetti minori di anni diciotto è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 20.000. È altresì prevista, in caso di violazione del presente comma, la chiusura dell’esercizio commerciale o, comunque, del punto di offerta del gioco da dieci a trenta giorni. In caso di reiterazione per almeno tre volte in tre anni della violazione di cui al presente comma, sono revocate licenze e ogni autorizzazione amministrativa.

 

ART. 5.

(Devoluzione degli introiti da gioco).

1. Una quota non inferiore al 3 per cento degli introiti derivanti all’erario dal comparto dei giochi è devoluta a uno speciale fondo contro la dipendenza da gioco, da istituire con decreto del Ministro della salute.

2. Una quota non inferiore al 3 per cento degli introiti derivanti all’erario dal comparto dei giochi è devoluta al fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura.

3. Una quota pari al 30 per cento delle somme derivanti dalle sanzioni amministrative comminate per violazione della presente legge e di ogni altra normativa relativa ai giochi è devoluta in eguale misura ai fondi di cui ai commi 1 e 2.

 

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