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Per allontanarsi dalle slot, la scuola si trasferisce

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot

29 agosto 2012 - 10:46


trento

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(Jamma) Accade a Rovereto in provincia di Trento dove la dirigente del Centro studi Manzoni ha preferito spostare la sede della propria scuola in un luogo più distante dalla sala giochi presente in città per tutelare i propri alunni.

«Abbiamo fatto ciò che dovevamo per tutelare i nostri studenti e le loro famiglie» commenta a caldo la dirigente Enrica Martini. La nuova sistemazione offre anche qualche vantaggio.Gli uffici sono già insediati, certo che qualcosa mancherà nei primi giorni, è inevitabile, ma le ampie sale del palazzo nobiliare in cui si è trasferita la scuola piacciono molto ai dipendenti, ed è verosimile che incontrino anche il gradimento dei ragazzi.

Il problema per il Centro sudi Manzoni, che ha un’altra sede a Trento, è nato con la proliferazione di sale da gioco con slot machines. Sale “per adulti”, cioè vietate ai minori, con un rigido controllo all’ingresso. Ma ciò non basta per tutelare le famiglie, per le quali sapere il figlio in classe e immaginarselo subito dopo a dilapidare fortune in una slot è poco tranquillizzante. L’allarme sociale sulla diffusione dell’’azzardo legale’ ha un suo fondamento nelle centinaia di persone della zona già in cura all’Azienda sanitaria per dipendenza da gioco. Spesso si tratta di anziani e disoccupati, gente che per rischiare il colpo di fortuna è disposta a infilare nella feritoia interi stipendi segmentati in monetine. Perdendoli con sconcertante regolarità. Da questi rischi di dipendenza, calcolata ormai alla stregua di una malattia, il Centro studi Manzoni ha deciso di prendere le distanze. Fisiche, oltre che metaforiche.

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