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Orari apertura sale da gioco. SAPAR chiede nuove regole: « il settore non può essere riformato nelle aule di giustizia»

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Videolottery

29 agosto 2014 - 08:44


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(Jamma) – «Lo avevamo detto dopo la notizia della sentenza della Corte Costituzionale sulle ordinanze dei Comuni di Rivoli e Santhià e adesso, dopo una nuova pronuncia del Consiglio di Stato, torniamo a ribadirlo: non è nelle aule di giustizia che si può regolamentare il settore del gioco e dare una risposta ai problemi. Serve un confronto tra tutti i soggetti in campo per misure chiare e condivise».


È il commento di Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, che riunisce 1.500 tra gestori, produttori e rivenditori di macchine da intrattenimento, dopo avere appreso la notizia della sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso di un esercente contro l’ordinanza del Comune di Imola sugli orari di esercizio delle sale giochi e il funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati e in quelli commerciali.
“L’approccio delle amministrazioni locali, benché meritevole perché ha l’obiettivo di risolvere i problemi, non è per noi quello giusto – continua Curcio – e in alcuni casi le leggi regionali sul gioco d’azzardo non sono state precedute da un’analisi approfondita. Facciamo partire un confronto tra Stato, amministrazioni che regolano il settore, enti locali e operatori: tutti insieme dobbiamo studiare soluzioni che tutelino i soggetti deboli dai rischi legati al gioco d’azzardo patologico, e contemporaneamente non aggravino la situazione di aziende ed esercizi pubblici che creano occupazione e che sono già provati da una lunga crisi economica. Il problema della ludopatia va affrontato nella sua complessità, attraverso una maggiore educazione al consumo, dando risposte contro i sistemi illegali come i totem, controllando maggiormente il mondo sommerso dell’on line, proibendo pubblicità che portano le persone a pensare che sia facile vincere una casa con un biglietto di una lotteria o qualche migliaio di euro rispondendo a una facile domanda in tv».

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