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Modena. Nel 2011 su 2.660 controlli una sola irregolarità

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Videolottery

19 giugno 2012 - 10:18


poliziamunicipale

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(Jamma) Nell’anno 2011 sono stati effettuati da parte del Comune di Modena 1723 controlli in pubblici esercizi (e altri 338 nei primi quattro mesi del 2012) e 937 controlli in esercizi commerciali (e altri 509 nel primo quadrimestre del 2012) che hanno portato a una comunicazione di reato alla Procura della Repubblica di Modena per mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti in pubblico esercizio e due verbali di accertamento amministrativo in materia di videogiochi. E’ questo il bilancio stilato dall’assessore alla sicurezza e alla qualità urbana di Modena Antonino Marino che, durante la seduta di lunedì 18 giugno, ha risposto in consiglio comunale all’interrogazione di Eugenia Rossi (Italia dei Valori) su ‘ndrangheta e gioco d’azzardo nel capoluogo emiliano.
Con l’interrogazione la consigliera Idv ha evidenziato l’alto utilizzo di giochi d’azzardo legali in Emilia-Romagna e a Modena sottolineando come “le ricadute per la salute dei giocatori che si trovano in situazione di dipendenza siano estremamente preoccupanti” ma soprattutto “il ruolo economico esercitato dalle mafie”, che si infiltrano nel settore attraverso società di noleggio di videoslot e partecipando alla gestione delle sale Bingo “spesso a prezzi non competitivi, che comportano riciclaggio e frode, secondo la stessa relazione della Procura nazionale antimafia”.

In risposta l’assessore Marino ha spiegato che la polizia municipale, nell’ambito delle proprie competenze, effettua verifiche e controlli sia all’interno di pubblici esercizi che di attività commerciali in cui ci sia offerta di gioco accertando, in particolare, la presenza della necessaria documentazione amministrativa relativa agli apparecchi citati. “Per quanto riguarda le verifiche sui centri scommesse – ha aggiunto – queste vengono svolte tramite il controllo sugli avventori, sulla presenza della licenza esposta e del titolare di questa all’interno del centro. Vengono anche svolti servizi giornalieri di verifica sulle aree esterne al fine di prevenire fenomeni di illeciti legati alle aggregazioni che si possono creare e al fine di monitorare la situazione complessiva. Particolare attenzione viene rivolta, inoltre, all’eventuale presenza di minori impegnati nelle attività di gioco, che finora ha sempre avuto riscontri negativi”.

Nella replica la consigliera Rossi ha chiesto quali fossero le società dentro a questo businnes e quali i prestanomi: “E’ necessario affrontare il problema dal punto di vista sanitario ma anche andare alla radice e vedere quali sono le pressioni dei noleggiatori nei confronti di titolari di bar, che hanno paura. Propongo di fare un ordine del giorno condiviso per premere sul governo centrale affinché la legislazione venga mutata e ci sia un’inversione di rotta”.

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