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Mini penali slot: il Consiglio di Stato respinge l’opposizione di Sogei

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Newslot

27 gennaio 2014 - 17:31


consigliostato

(Jamma) Le sentenze emesse dal Consiglio di Stato sulle penali delle newslot non contengono “alcuna affermazione riconducibile ad una pretesa responsabilità della Sogei nella causazione del preteso ritardo nell’attivazione della rete telematica e, dunque, nel conseguente inadempimento delle obbligazioni nascenti dalla convenzione”. E’ quanto affermano gli stessi giudici di Palazzo Spada respingendo il ricorso per opposizione di terzo intentato da Sogeicontro le sentenze emesse a partire dal dicembre 2010. I giudizi originari riguardavano le penali comminate da Aams a settembre 2008 per i ritardi nell’avvio della rete (quelle sul gateway sarebbero state emesse successivamente) sulla base degli atti integrativi, e quantificate complessivamente in circa 30 milioni. Il Consiglio di Stato, all’epoca, affermò che le concessionarie non potevano essere ritenute responsabili per i ritardi, una rete come quella delle newslot veniva allestita per la prima volta in via sperimentale e non era mai stato realizzato un progetto simile in nessun paese al mondo. Sogei – che non era parte in causa – aveva impugnato tali sentenze, ritenendo potessero adombrare una sua responsabilità dal momento che in qualità di partner tecnologico dei Monopoli aveva progettato la rete. Ma il consiglio di Stato replica che l’oggetto dei giudizi originari “provvedimenti sanzionatori e la legittimità (o meno) dei medesimi, e non già l’accertamento della responsabilità per il ritardo e dunque per l’inadempimento di obbligazioni, tanto meno coinvolgente soggetti terzi”.

Di conseguenza, “il giudicato, formatosi su una sentenza conseguente ad esercizio dell’azione di annullamento, non contenendo statuizioni accertative di responsabilità, non si presenta, nemmeno potenzialmente, lesivo di posizioni giuridiche dell’attuale ricorrente, né rende suscettibili di passare in giudicato statuizioni avverso le quali unico rimedio esperibile potrebbe (astrattamente) essere il ricorso in opposizione di terzo”. La stessa Sogei, del resto, non contesta “specifiche affermazioni contenute in sentenza (coperte da giudicato), lesive di proprie posizioni giuridiche soggettive”, ma “propone – in sostanza – il ricorso in opposizione avverso la detta sentenza, per l’ipotesi in cui la stessa possa essere eventualmente letta nel senso di contenere un (presunto) accertamento di sua responsabilità”.

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