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Maxi-penali slot: Corte dei Conti accoglie in parte i ricorsi di Bplus e Hbg. Pagheranno rispettivamente 335 e 72 milioni di euro

In: Cronache, Diritto, Newslot

6 febbraio 2015 - 12:06


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(Jamma) – Accolti parzialmente i ricorsi di Bplus e Hbg: le condanne passano da 845 milioni a 335 milioni di euro per Bplus e da 200 milioni a 72 milioni di euro per Hbg. Assolti Giorgio Tino (all’epoca dei fatti DG dei Monopoli di Stato) e Antonio Tagliaferri (all’epoca direttore dei giochi in AAMS). Lo si legge nella sentenza appena emessa dalla Corte dei Conti in riferimento alla vicenda delle maxi-penali delle newslot. La sentenza di oggi fa seguito all’ultima udienza tenutasi a fine novembre scorso quando le concessionarie delle newslot sono tornate di fronte alla Terza Sezione d’Appello per l’udienza di merito.

 

La Corte è stata chiamata a giudicare nuovamente le responsabilità delle compagnie per i ritardi nell’avvio della rete delle slot in Italia, che in primo grado portarono il giudice contabile – nel febbraio 2012 – a comminare una sanzione complessiva di circa 2,5 miliardi. Nel corso del giudizio d’appello, tuttavia, otto delle dieci concessionarie hanno aderito alla sanatoria prevista dal decreto IMU e hanno versato il 30% della condanna riportata in primo grado. Complessivamente la sanatoria ha portato nelle casse dello Stato 430 milioni di euro, più gli interessi legali. Avevano scelto di proseguire nel giudizio d’appello le sole Bpuls e Hbg.

 

La Corte dei Conti ha inoltre dichiarato estinto il procedimento sulle penali slot per le concessionarie Gmatica e Codere che erano state le ultime ad usufruire della sanatoria approvata con il decreto IMU. Gmatica e Codere, infatti, nei mesi scorsi hanno versato rispettivamente 45 e 34,5 milioni di euro per aderire alla sanatoria.

 

La vicenda delle maxi penali è partita nel 2007 quando la Procura ha iniziato a indagare sui ritardi con cui le concessionarie hanno costituito la rete delle newslot in Italia. Le convenzioni infatti prevedevano una serie di step per l’allestimento della rete e il completamento effettivo entro il 31 ottobre del 2004, in realtà sarebbe di fatto stata completata solo nel 2006 inoltrato. La Procura regionale in primo grado ha contestato all’inizio del 2007 un danno erariale per 90 miliardi di euro. La sentenza di primo grado è arrivata soltanto nel febbraio del 2012 ed ha condannato le concessionarie slot a pagare una maxisanzione complessiva di circa 2,5 miliardi di euro. Bplus è stata la più colpita, 845 milioni. Le altre compagnie invece sono state condannate a somme di importo minore: Cogetech 255 milioni; Sisal 245 milioni;Gamenet 230 milioni; Snai 210 milioni; Hbg 200 milioni; Gmatica 150 milioni; Cirsa 120 milioni; Codere 115 milioni; Lottomatica 100 milioni. Secondo la Corte, le dieci concessionarie – nella fase di avvio della rete, tra il 2004 e il 2006 – si sono concentrate sull’obiettivo di conquistare fette di mercato, tralasciando il problema del collegamento delle macchine alla rete di controllo progettata da Sogei. Le compagnie infatti continuarono a chiedere nulla osta per l’istallazione delle macchine, nonostante fossero emersi problemi per l’allacciamento alla rete. Anzi, parte dei ritardi – secondo i giudici contabili – sono stati “certamente anche causati dall’elevato numero di apparecchi che avrebbero dovuto essere collegati alla rete”, le concessionarie infatti hanno chiesto “un numero di macchinette molto superiore alle 5000 della dichiarazione iniziale creando gravissime difficoltà nel collegamento e, in seguito, nella fase di conduzione della rete (specialmente nei primi mesi del 2005)”. Inoltre le compagnie hanno disatteso gli obblighi della concessione: non si sono adoperate “perché fosse pienamente realizzato il collegamento di tutti gli apparecchi” alla rete, in modo da consentire il controllo del “costante flusso di dati delle giocate verso il sistema centrale di AAMS”.

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