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Lettera di un operatore a Gian Antonio Stella per l’articolo sul Corriere della Sera

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Videolottery

23 marzo 2012 - 11:00


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(Jamma) – Egregio Dott. Gian Antonio Stella, – scrive Franco Masini, operatore del gioco di Roma in una lettera aperta inviata anche alla Redazione – premetto che sono sempre stato un suo estimatore, da quando le luci della ribalta lo hanno portato ad essere una delle penne più fini e pungenti del panorama giornalistico italiano.

Le sue inchieste hanno sempre lasciato il segno e i suoi articoli hanno sempre avuto il giusto riconoscimento per la risonanza prodotta. Ho letto il suo articolo a pagina 31 del Corriere della Sera di oggi che coinvolge nuovamente la categoria dei gestori di apparecchi di intrattenimento a cui appartengo orgogliosamente da quaranta anni; un campo che purtroppo è stato sempre bersagliato e non c’è giorno in cui la macchina del fango non entri in funzione. Mi spiace scrivere queste righe che non vogliono essere a difesa di nessuno ne tantomeno un atto ostile nei suoi confronti, ma vorrei fare un po’ di chiarezza, perché con dati errati (voglio fermarmi all’errore!! ), non si và da nessuna parte e soprattutto si ottengono risultati esattamente contrari a quelli che si vorrebbero ottenere. Vede Dott. Stella, non condivido il sarcasmo delle ultime due righe “Troppa grazia, signori biscazzieri… Troppa grazia…” perché così scrivendo, si mette sotto accusa e in modo assolutamente superficiale una intera categoria. Premetto che non conosco personalmente la ditta in questione in quanto opero a Roma ma i principi, da Lei evocati e messi alla gogna, sono gli stessi su tutto il territorio del Bel Paese. Però conosco, anche se non in modo approfondito, il motivo del contendere e senza voler entrare nel merito della sentenza e prima ancora del ricorso al TAR, vorrei dirLe una mia impressione e non solo mia, sentendo chi opera nel settore degli apparecchi di intrattenimento. Ormai, parlar male del gioco in generale porta sicuramente acqua al proprio orto e il colpevole, anzi i colpevoli, sono sempre e soltanto le slot e soprattutto chi le gestisce!! Fare di tutte le erbe un fascio è la soluzione migliore per mantenere lo status quo e non risolvere il problema, glielo garantisco. Credo che se vogliamo mettere mano seriamente al problema, dobbiamo fare chiarezza a 360 gradi e Le consiglio di licenziare chi Le fornisce i dati che poi vengono pubblicati. Vede, quando Lei afferma che “lo Stato pilucca vergognosamente lo 0,14%”, le garantisco che non corrisponde alla realtà; quando sul quadro sinottico al centro pagina dal titolo “QUANTO INCASSA LO STATO DA OGNI GIOCO” c’è il dato “ vecchie slot 12,6% “ è totalmente incompleto e strumentale!! E poi il titolo “ IL SINDACO VIETA LE SLOT AI MINORI “ ma per favore, le slot sono già vietate dalla legge ai minori!! Il sindaco non ha inventato niente. Tutto il comparto giochi, dai Monopoli di Stato agli esercenti, dai concessionari ai gestori, dalla Polizia alla Guardia di Finanza, insomma tutti, si muovono all’interno di un quadro normativo ben delineato. Ora, se vogliamo disquisire sulla bontà delle norme, mi trova d’accordo ma gettare sempre e continuamente fango sugli stessi, proprio non porta lontano. Da molto tempo le Associazioni di categoria hanno fatto loro i problemi derivanti dal gioco e hanno prodotto e suggerito soluzioni che la politica ha sistematicamente ignorato, adottando provvedimenti che andavano in senso opposto determinando la genesi dei problemi da Lei messi in risalto. Chi ha portato le estrazioni del Lotto e del Superenalotto da una a tre volte a settimana? Chi ha determinato il costo dei gratta e vinci a fino a € 20,00 ? Chi ha innalzato il costo partita alle new slot? Chi ha introdotto le Videolotterie, che Lei chiama Slot nuove? Sono sicuro che di queste domande ce ne sarebbero un’altra dozzina e la risposta credo sarebbe una sola, lo Stato. Questo è talmente vero che, finalmente, in questi giorni è nata un’iniziativa parlamentare per il divieto assoluto della pubblicità ai giochi, sul modello del divieto per le sigarette, iniziativa tardiva dal mio punto di vista e non solo. Il paradosso tutto italiano è che proprio settore dei giochi che non ha mai, sottolineo mai, fatto pubblicità a se stesso è l’unico che finisce sempre sul banco degli imputati. Le nostre Associazioni di categoria sono state sempre disponibili a confronti seri e costruttivi e, quando c’è stato concesso, abbiamo fatto la nostra parte che, senza presunzione, è il punto di vista credo corretto, perché dettato dall’esperienza sul campo, che ogni giorno da anni, tutte le aziende del settore acquisiscono incessantemente. Poi per chi evoca le infiltrazioni malavitose, siamo pronti a dimostrare con dati reali che, percentualmente, non ce ne sono più che negli altri settori della società. Con profonda ammirazione distinti saluti Franco Masini

 

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