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Il Tar Toscana conferma la legge regionale su distanze minime delle slot dai luoghi sensibili

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Newslot

17 febbraio 2014 - 10:34


aula_tribunale

(Jamma) Il Tar Toscana ha dato ragione al Comune di Viareggio nel ricorso intentato da un gestore di apparecchi da gioco comma 6 contro il Settore Suap/Edilizia Sportello Unico Attività Produttive del comune che aveva dichiarato irricevibile e improcedibile la SCIA presentata per l’installazione dei giochi.

I giudici toscani hanno spiegato che “il ricorso non appare fornito del prescritto fumus boni iuris, con particolare riferimento alla natura vincolata ed al contenuto precettivo dell’art. 4 della legge regionale n. 57 del 2013, di cui il provvedimento impugnato ha fatto applicazione, nonché alla manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale della medesima norma, sollevata dal ricorrente”.

Ricordiamo che l’art. 4 della legge regionale n. 57 del 2013 stabilisce che “E’ vietata l’apertura di sale da gioco e di spazi per il gioco che siano ubicati in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili o altre strutture culturali, ricreative e sportive frequentate principalmente dai giovani, o da strutture residenziali o semi residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale”. Il comma due dell’art. 4 della legge regionale stabilisce che “I comuni possono individuare altri luoghi sensibili nei quali non è ammessa l’apertura di sale da gioco e di spazi per il gioco, tenuto conto dell’impatto degli stessi sul contesto urbano e sulla sicurezz a urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica”.

Il Tar ha così condannato il ricorrente al pagamento delle spese della fase cautelare, a favore del Comune di Viareggio.

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