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Il momento è delicato

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Videolottery

30 aprile 2012 - 12:37


ilmomento

Per le nuove slot la modalità è sempre la stessa: sperimentazione su prototipo

 

 Vlt. L’Aams aggiorna la raccolta di gioco di gennaio: -400 mln

 

 

Lauro (PdL): “La flessione della domanda di giochi tradizionali, preludio del grande crollo”

 

di Eugenio Bernardi

(Jamma) Nelle prossime ore e i prossimi giorni sapremo come e con quali sacrifici il settore dovrà affrontare con il preannunciato cambiamento tecnico normativo.

Non è facile stare zitti, dopo le notizie uscite in questi giorni sui quotidiani economici e fatte filtrare probabilmente ad arte tramite alcune agenzie stampa, sul futuro decreto tecnico che recepirà la, quanto mai scellerata, scelta di diminuire di un punto percentuale dal 75% al 74% le vincite degli apparecchi da gioco con piccola vincita le comma 6/a del 110 TULPS, le cosi dette New slot o A.W.P. .

 

Già la scelta di penalizzare il giocatore per ricavarne una tassazione maggiore la dice lunga di quanto a questo Stato interessi chi si approccia a queste tipologie di giochi, i più diffusi e quelli che hanno portato maggiori entrate allo Stato anche nel 2011, nonostante la concorrenza delle sorelle maggiori le comma 6/b o videolottery, che hanno portato le briciole dal punto di vista fiscale e innescato come non mai le problematiche sul gioco, specie per la loro diffusione sul territorio.

 

Mi riferisco agli apparecchi c.6/a (che dal 2008 progressivamente hanno preso il posto delle vecchie c.6) che se pur hanno subito una leggera flessione ( circa il 7%) nello scorso anno, il trend sta proseguendo in questi mesi, dopo anni di progressione.

Quali le cause: la prima è senz’altro da attribuirsi dell’avvento, esagerato nel numero e scellerato nella scelta di fare cassa con le licenze assegnate delle Videolottery (circa 38 videoterminali mila installati delle oltre 57 mila previsti), la seconda è l’acuirsi della crisi economico recessiva che sta investendo il nostro paese.

 

Sono ormai alcuni mesi che da quando è nato il Governo dei tecnici, politici e media generalisti stanno battendo fortemente il chiodo del gioco patologico e della ludopatia, trovando facile terreno anche da decine di pubblicità quasi demenziali di altri giochi pubblici, le comma 6/a (New slot o A.W.P. ) non sono mai state oggetto o soggetto di pubblicità rivolte agli eventuali giocatori.

 

Tali e tante sono le voci che si alzano contro la diffusione del gioco, spesso solo contro le cosi dette “macchinette” e la loro diffusione e trovano facile sponda fra petizioni di giornali e di sindaci inviperiti per gli eventuali danni sociali legati all’abuso, ma soprattutto perché non possono fare nulla contro il proliferare vertiginoso delle sale Videolottery, concesse con l’art. 88 del TULPS dalle Questure italiane, senza andare troppo per il sottile e senza nessun controllo del territorio, guarda caso però sempre a causa di diktat o decreti amministrativi discutibili .

 

Vale la pena ricordare ai più (sindaci, media e politici) l’ultima sentenza del TAR Umbria che specificatamente riguardo alle ludopatie afferma: “bene si intende, anche a livello di principio, come gli apparecchi idonei per il gioco lecito, interessati dal presente provvedimento, che, a termini dell’art. 110, comma 6, del T.U.L.P.S., si caratterizzano per il costo della partita non superiore ad un euro, solo marginalmente interessano l’area della “ludopatia”; tecnicamente, infatti, tale patologia è collegata al gioco d’azzardo, mentre qui viene in rilievo un gioco lecito, frutto di un bilanciamento di interessi effettuato dal legislatore statale”.

 

In questi mesi in Parlamento sono stati presentati diversi DDL sul controllo e o diffusione del gioco patologico, prevenzione delle ludopatie e eventuale eliminazione o limitazione della pubblicità dei giochi, qualcosa andrà in discussione a breve, viste anche le audizioni sulle problematiche legate al gioco, dove troppi fanno demagogia.

Se è pur vero, e non lo si deve disconoscere, che il problema del gioco patologico esiste, ma la diffusione e la portata è ancora incerta, purtroppo in questo italico paese si parla sempre a posteriori di emergenze.

Di giocatori problematici, secondo l’Istituto superiore di sanità, nel 2009 ce ne erano talmente troppo pochi da non ritenere nemmeno necessario un nuovo studio, forse da allora ad oggi i numeri saranno aumentati, ma basta con le stime empiriche e si faccia una seria analisi senza sparare sempre a casaccio.

 

Dopo questo lungo preliminare e in mezzo a questo bailamme l’amministrazione è stata chiamata a redigere un decreto tecnico da inviare prima a Bruxelles e poi essere emanato.

Inizialmente sembrava solo riferirsi all’abbassamento della percentuale di vincita, come si diceva inizialmente, delle comma 6/a del 110 TULPS le AWP o New Slot, tale passaggio statuito per decreto di AAMS dell’ottobre scorso, che per problemi di costituzionalità e ricorsi al TAR è stato trasformato in legge con l’appena approvato art.10 comma 9 lett.a/b/c, del Decreto fiscale (GU n. 99 del 28-4-2012  – Suppl. Ordinario n.85).

A tale decreto era collegato l’abbassamento temporaneo del PREU per quest’anno per recuperare le risorse necessarie alla sostituzione forzosa dei loro programmi delle schede di gioco, poi con il passare del tempo e delle proposte non uniformi delle associazioni del settore si è via via fatta strada una più corposa modifica con la scusante della sicurezza.

 

Le associazioni più responsabili facendo due conti non riscontravano che lo sconto PREU coprisse le spese di tale forzato obbligo delle schede di gioco, ma qualche incosciente ha alzato il tiro e ora ci troviamo ad attendere un decreto che potrebbe, uso il condizionale, dopo ciò che si è letto e dal poco trapelato viste le bocche cucite imposte non prelude a nulla di buono.

 

Veniamo agli sviluppi delle ultime settimane, i rumors usciti sui media certamente non inducono all’ottimismo, se come sembrano intuirsi i poco ecumenici indirizzi dell’amministrazione, pare in ciò spinta da un eccessivo livore politico punitivo, mi fa affermare che se come si vocifera e uso nuovamente il condizionale, si prospetta la sostituzione in toto e in tempi irragionevoli dell’intero parco macchine esistente.

 

Questa nuova scellerata scelta con metodi staliniano-statalisti intrisi di poca capacità di valutare l’effettiva sostenibilità finanziaria dell’operazione, che si vuole fatta in tempi brevi si dice voluta dalla nuova new entry amministrativa che nonostante si vanti di curriculum legali e di carattere economico, fatica a comprende cosa andrà incontro il settore. Non sono contrario all’innovazione ma ha certe imposizioni sì.

 

Il danno lo subiranno inizialmente le piccole e medie aziende produttive, del settore, con la probabile perdita di competitività e mercato, facendo comunque ricadere pesantemente i costi sulla base piramidale, del medesimo, ovvero i gestori e la miriade di piccole e medie imprese che in questi anni hanno alimentato con i regolari versamenti del PREU le casse statali, certo non lo si può dire di certe grosse realtà, e fra esse anche certe concessionarie che cariche di debiti si sono affidate a fondi e a banche per sopravvivere.

 

Banche appunto che come faranno in questo momento e in futuro a finanziare questo esborso gigantesco se le parole che ci si sente ripetere dai vari direttori di banca o funzionari del credito è: il momento è delicato e lo sarà sempre di più, se certi pseudo consiglieri o esperti hanno suggerito un tale atto ostile con la scusa della maggior sicurezza.

 

Che senso ha dire che le modifiche saranno o sono state fatte con il contributo delle associazioni, se poi tali decisioni sono prese a loro insaputa e senza che esse possano obbiettare nulla: ovvero prendere o lasciare.

 

Certamente il diktat dato venerdì, dopo l’incontro fra AAMS, SOGEI e GdiF agli enti omologatori, o la consegna del silenzio è poco augurante, ma purtroppo cambiano gli uomini ma non i metodi e la trasparenza annunciata dal nuovo governo nel nostro caso si va a farsi benedire.

 

Perché sia ben chiaro, se inseriranno alcune innovazioni (o amenità) come la maggior criptazione delle periferiche o altre novità sulle schede di gioco, sul cabinet e soprattutto l’introduzione del lettore per il riconoscimento di tessere sanitarie ( per il controllo della maggiore età del giocatore) sulle comma 6/a “PLUS” o nuove New slot, tale lettore dovrà essere inserito obbligatoriamente anche nelle più potenti, esagerate e dispendiose per il portafoglio dei giocatori, ovvero, le Videolottery o VLT.

 

Non mi si venga a dire che le VLT sono più controllate e sicure, perché all’interno di sale e viste le ultime notizie su jackpot esagerati vinti e non pagati, mi sa che l’enfasi di un noto rappresentante di concessionarie che l’estate scorsa affermava “come più volte abbiamo sottolineato, si tratta di macchine estremamente sofisticate, impossibili da manomettere”, sia smentita clamorosamente nei fatti.

 

Come ha scritto un noto avvocato del settore pare che con queste vincite fantasiose il settore videolottery stia imboccando la china che fu del caso Black slot per le comma 6 di quel tempo (2007), i modi e i tempi si vedrà ma mi pare che alcuni noti avvocati abbiano già invocato, nella denuncia verso il concessionario di turno , la falla del sistema Videolottery.

 

Fa piacere scoprire, e penso a chi legge sapere, che tale falla era già stata segnalata nel 2009, dallo scrivente, anche alle competenti sedi ministeriali e politiche e che nulla hanno fatto per rimediarvi. Se qualche pubblico ministero uscirà con provvedimenti che dichiareranno fallace o non legale tale norma non mi si venga a raccontare che non lo si poteva prevedere e quindi provvedere.

 

A che serve costringere il settore a rivoluzionare il parco macchine con la scusa della maggior sicurezza se nel Decreto fiscale (GU n. 99 del 28-4-2012  – Suppl. Ordinario n.85) si prevede uno stanziamento di 100 mila euro per le prove di gioco e per il controllo degli apparecchi del 110 TULPS comma 6/a e 6/b.

 

Per concludere mi sovviene a tal riguardo la sentenza della Corte dei Conti sulla nota multa miliardaria riguardante l’inizio del sistema di controllo delle New slot. I giudici contabili hanno scritto tante cose e fra queste quella che ritengo più importante e per cui alti dirigenti amministrativi sono stati condannati. Ovvero si doveva fare un progetto di fattibilità.

Mi duole dirlo , e riaffermarlo, dopo gli scricchiolii del sistema Videolottery e dei jackpot non pagati, non vorrei che il nuovo decreto tecnico per far nascere le nuove comma 6/a “PLUS” non sia una rivalsa sul settore e non vorrei che per il medesimo non fossero stati fatti piani di fattibilità che devono tener conto:

  • il periodo transitorio fra l’invio a Bruxelles e la sua entrata in vigore,
  • l’ammortamento dei prodotti venduti in questi ultimi anni e soprattutto in questi mesi che rimarranno prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto,
  • non bloccare la filiera in questi mesi e dare certezze agli investimenti odierni.

 

Che fine farà “l’individualismo vincente delle piccole e medie imprese” ( come scrive un il noto esperto di PMI L.Venturi , che farebbe bene a leggere anche chi ci amministra), certo ci si attrezzerà ma quanto now-out andrà perso e la tanto decantata crescita che tutti chiedono dal Governo, se per attuarla non ci sono i mezzi finanziari, visto l’attuale momento di Credit Crunch, speriamo che alla convocazione delle associazioni non venga fornito dall’amministrazione il pacchetto già preconfezionato ma che ci siano alcuni margini di trattativa con l’obiettivo di illustrare i possibili strumenti per il superamento delle criticità esposte ed evitare che il settore scivoli in quell’illegalità da cui faticosamente è uscito, non certo per merito di burocrati o manager seduti dietro a scrivanie ma con il costante e giornaliero impegno.

 

E.Bernardi

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