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Il Codacons ricorre al Tar Lazio contro una sala giochi di Roma

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Newslot

7 agosto 2013 - 17:04


salagiochiob
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(Jamma) Il Codacons è ricorso al Tar del Lazio contro l’ennesima sala gioco aperta a Roma. La sala in questione risulta allocata in un quartiere residenziale e ubicata in un locale commerciale su strada, ed è riconoscibile dall’esterno grazie ad adesivi apposti sulle vetrine che pubblicizzano esplicitamente il locale – spiega l’associazione – Le vetrine della sala sono tutte oscurate dalla presenza di tali adesivi, i quali non permettono il filtraggio della luce all’interno. Anche gli altri locali all’interno della sala appaiono privi di illuminazione naturale, e caratterizzati dall’assordante rumore delle macchinette da gioco e dall’intensa luce da queste emessa.
“Le sale appaiono troppo illuminate tale da provocare stordimento e mal di testa agli avventori di turno, con una iperventilazione per assenza di finestre, esiste la possibilità, senza controllo sulla maggiore o minore età dell’avventore, di ingerire sostanze alcoliche, l’ambiente nel complesso idoneo a creare uno squilibrio psicofisico del giocatore – scrive il Codacons nel ricorso – Il giocatore che entra nella sala perde la cognizione del tempo e subisce un annebbiamento delle proprie facoltà in considerazione dell’ambiente in cui si trova. Tale situazione aumenta in maniera esponenziale il rischio di sviluppare atteggiamenti compulsivi nel confronti del gioco, fino alla possibile insorgenza della patologia. Pertanto le licenze impugnate si pongono in contrasto non solo con le norme tecniche sopracitate, che stabiliscono precisi requisiti in tema di informativa sui rischi del gioco e di condizioni igienico sanitarie delle sale, nonché di luce ed areazione, ma anche con gli art. 29, 32 e 97 della Costituzione. Inoltre la presenza della sala Vlt in un quartiere residenziale ha effetti pregiudizievoli per il contesto urbano, la viabilità e la quiete pubblica, causando un aumento degli utenti, effetti economici negativi per le famiglie e sovraccarico per l’assistenza comunale.
I provvedimenti autorizzatori impugnati si pongono in contrasto con gli interessi tutelati da tutti i recenti provvedimenti legislativi in tema di sale gioco e gioco d’azzardo.
Non solo. Si legge ancora nel ricorso: “La Regione Lazio ha disposto che non possono essere ubicate sale gioco in un raggio di 300 metri da istituti scolastici, centri giovanili, strutture residenziali o semi residenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, prevedendo inoltre l’esposizione all’ingresso delle sale del materiale informativo con cui spiegare quali rischi sono correlati al gioco e in quali centri e strutture è possibile recarsi per essere aiutati (con installazione di dispositivi all’interno delle sale capaci di limitare il tempo e gli importi di gioco). Con istituzione di tessera “anti-minori”.
Ebbene: in prossimità della sala in oggetto, tra le altre, sono situate – tutte a meno di 300 mt in linea d’aria – l’ARS MEDICA di Via Ferrero di Cambiano Cesare, 29, le scuole pubbliche Scuola Media Statale Francesco Saverio Nitti sita in Via Severio Nitti, 61, il Beauty Shopping.It By Timeservice Srl Via Ferdinando Galiani, 54, il Nuova Medica Flaminia Via Cassia Nuova, 48, il Centro Euclide di Via Flaminia Nuova”.

Il Codacons chiede dunque al Tar del Lazio di annullare, previa sospensione, i provvedimenti con i quali la Questura di Roma, il Comune di Roma, il Ministero dell’economia e i Monopoli di Stato hanno autorizzato, rilasciando le conseguenti licenze e autorizzazioni, l’apertura della Sala Giochi e VLT  in questione”.

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