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Giustizia, chi la fa l’aspetti. Il caso del prefetto Pecoraro

In: Newslot

7 luglio 2014 - 12:40


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(Jamma) – Affari Italiani.it venerdì scorso ha pubblicato una notizia e un breve commento sulla iniziativa del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro contro la società Bplus, il più grande concessionario di giochi legali, plurichiacchierato perché il suo azionista di maggioranza è Francesco Corallo, inquisito e arrestato per lo scandalo Bpm ma poi scagionato dalla Cassazione.


«Qualche giorno fa – scrive Affari Italiani.it – il pentito cammorrista Antonio Iovine, sulle cui dichiarazioni-fiume, considerate molto attendibili, la Procura sta costruendo un grosso teorema accusatorio, ha iniziato a svelare i segreti del clan camorristico dei Casalesi. Tra gli altri, ai pm Iovine ha fatto i nomi di un magistrato ed un avvocato: Pietro Lignola, presidente in pensione della corte d’assise di Napoli e l’avvocato Sergio Cola, ex parlamentare di Alleanza nazionale. Li avrebbe pagati per “aggiustare” processi a carico suo e dei casalesi. Ebbene, Cola è cognato di Pecoraro. Cosa farà, adesso, il prefetto: un’auto-interdittiva?»

 


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