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E il decreto Balduzzi fa flop. Viareggio: al numero verde contro il GAP non risponde nessuno

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot

16 gennaio 2013 - 09:33


telefono numero verde

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(Jamma) Ecco perché era fondamentale prima di intraprendere qualsiasi iniziativa a tutela dei giocatori patologici prevedere una adeguata copertura finanziaria per l’inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Lea. Cosa non prevista nel decreto legge Balduzzi.

Dal 1° gennaio 2013, infatti, tutti i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, o anche di scommesse, hanno l’obbligo di esporre ben visibile materiale informativo sul gioco d’azzardo: in fondo alla locandina, le due domande per capire se si è o meno a rischio dipendenza. Lo prevede il decreto-legge cosiddetto Balduzzi, convertito in legge l’8 novembre 2012, che obbliga i gestori a «esporre, all’ingresso e all’interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio di servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al gioco d’azzardo patologico».

Nella locandina, con tanto di numero verde della Asl messo a disposizione per coloro che volessero ricevere aiuto, si spiega che il gioco d’azzardo patologico è un disturbo del comportamento che rientra nell’area delle cosiddette “dipendenze senza sostanze”; che può sembrare innocuo, ma in realtà può provocare una pericolosa dipendenza in tutte le fasce di età. Fin qui, tutto bene.

 

 

La segnalazione del disservizio arriva da Roberto Bertolani, titolare di una ricevitoria il quale spiega che al numero verde messo a disposizione dall’Asl locale non risponde nessuno. La risposta è sempre la stessa: «Gli operatori sono temporaneamente occupati».

«Sono diversi giorni – spiega il commerciante – che cerco di mettermi in contatto con tale numero, senza successo. Se noi non adempiamo agli obblighi imposti dalla legge andiamo incontro a multe di migliaia di euro. Possibile che l’Asl metta a disposizione un numero che non è possibile contattare? Perché siamo sempre noi a doverci adeguare alle nuove leggi, pena sanzioni severissime, mentre gli enti pubblici no?».

 

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