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Consiglio di Stato. Anche il ricorso di Hbg sulle penali newslot viene mandato in decisione

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Newslot

22 maggio 2012 - 11:12


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(Jamma) Al Consiglio di stato si è deciso di mandare in decisione anche il ricorso di Hbg Connex sulle prime tre voci delle penali newslot. Le tre voci riguardano i ritardi nell’attivazione della rete degli apparecchi, avvenuti nel 2004, complessivamente alle concessionarie sono stati chiesti 30 milioni di euro, la legittimità delle penali è stata confermata in un primo tempo dal TAR Lazio nel 2009. Hbg era l’ultima concessionaria rimasta in attesa di sentenza di appello, per le altre 9 compagnie il Consiglio di Stato ha già riformato le pronunce del TAR. La prima sentenza d’appello (Bplus) è arrivata nel dicembre 2010, le ultime (Gamenet e Snai) solo alcune settimane fa. In queste ultime, i giudici di Palazzo Spada hanno riconosciuto che non si è “concretizzata una specifica e apprezzabile lesione patrimoniale, in quanto non vi è prova che gli inadempimenti contestati alla concessionaria abbiano avuto un’incidenza causale determinante, anche a titolo di semplice concorso, nel ritardo che ha connotato in generale l’avvio del servizio pubblico di raccolta e gestione telematica del gioco lecito mediante il sistema di cui si discute”.

E quindi hanno ricordato che “l’attivazione del servizio oggetto di affidamento presupponeva la realizzazione di una rete telematica senza precedenti al mondo, destinata a unificare in un unico sistema di controllo centinaia di migliaia di apparecchi da gioco, e che pertanto le parti erano consapevoli della inevitabile necessità di una fase di sperimentazione in coincidenza con l’avvio dell’attività”. Infatti, nella fase d’avvio, “si presentarono una serie di problemi imprevisti e imprevedibili, di ordine sia tecnico che amministrativo, tali da coinvolgere in modo indifferenziato tutte le società concessionarie e da determinare un ritardo generalizzato nell’inizio del servizio pubblico rispetto alle previsioni”. In particolare, il Consiglio di Stato ha ricordato che “un gran numero di apparecchi inizialmente omologati dall’Amministrazione si rivelarono in pratica inidonei a stabilire una valida interconnessione in rete, costringendo la stessa A.A.M.S. a introdurre numerose modifiche tecniche, facendo quindi ricadere su soggetti terzi, quali l’attuale appellante, le conseguenze di un’errata valutazione fatta propria dalla stessa amministrazione. Inoltre, si riscontrarono ritardi nella stipula dei contratti destinati a legare i precedenti gestori degli apparecchi con i nuovi concessionari, destinati a divenire nel nuovo assetto gli unici interlocutori dell’Amministrazione”. La sentenza è attesa nel giro di due mesi.

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