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Ceriale. II primo cittadino contro il gioco d’azzardo

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Videolottery

12 giugno 2012 - 09:50


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(Jamma) Di fronte all’attuale crisi, alle difficoltà finanziarie e alla disperazione il sindaco di Ceriale, Ennio Fazio, lancia una crociata contro il gioco d’azzardo scrivendo una lettera al prefetto Geraldina Basilicata denunciando quella che definisce una situazione di disagio sociale in crescita vertiginosa.

«Nei locali pubblici dotati di tali attrezzature situati nel territorio comunale – scrive Fazio – aumenta in modo consistente il flusso di persone che utilizzano queste tecnologie di gioco. Probabilmente in questi momenti di crisi economica, molte persone sperano di risolvere i propri problemi con questo tipo di gioco e si lasciano coinvolgere fino a sviluppare una sorta di dipendenza, che spesso è anche causa di drammi familiari».

La missiva prosegue con l’invito alle istituzioni ad intervenire in qualche modo (magari anche attraverso campagne di informazione) per «difendere i propri cittadini da queste debolezze».

Un problema che naturalmente non si verifica solo a Ceriale. Anche nella vicina Albenga il gioco è in crescita soprattutto tra le fasce sociali in maggiore difficoltà, e qualcosa per tentare ad arginare il fenomeno si è cominciato a fare.

«Condivido in pieno l’allarme del sindaco di Ceriale – afferma Eraldo Ciangherotti, assessore ai servizi sociali ingauno -. Il fenomeno è stato notato dalle stesse assistenti sociali ed abbiamo deciso di intervenire in qualche modo. Ad esempio abbiamo smesso di erogare contributi alla persona in denaro, proprio perché i contanti possono essere spesi tentando la fortuna o in altri modi impropri. Se eroghiamo un contributo per l’affitto lo versiamo direttamente al proprietario dell’immobile, se invece è per farmaci o per la spesa, utilizziamo dei buoni finalizzati espressamente a questi scopi. Certo, questo non risolve il problema del gioco d’azzardo, ma è ciò che possiamo fare per contribuire a contenerlo».

Ma cosa si può fare per cancellare questa piaga sociale?

«Onestamente non ho una soluzione – riprende Fazio -, ma qualcosa bisogna fare. Quello che mi viene in mente, da profano, è che trattandosi di un gioco tecnologico ed essendo tutte le macchinette collegate a un sistema unico nazionale, non dovrebbe essere impossibile fissare dei limiti massimi (utilizzando tessere magnetiche o videochip) di giocata per ciascun giocatore raggiunti i quali quella persona non riesca più ad accedere al sistema neppure cambiando macchinetta o locale».

Ciangherotti, invece, chiede norme più restrittive anche sul numero delle macchinette, sulla loro dislocazione e sulla pubblicità.

«Sarebbe importante se il prefetto si facesse portavoce di una richiesta di norme che limitino la diffusione delle slot, che ormai si trovano ovunque – conferma l’assessore albenganese -, e che ne proibisca la pubblicità come è proibita per le sigarette. Se c’è il divieto per le sigarette, in quanto considerate dannose, dovrebbe esserci anche per il gioco d’azzardo, sebbene sotto queste nuove forme. Al contrario sarebbe necessaria una campagna di informazione e sensibilizzazione per quanto riguarda i rischi e gli effetti negativi del gioco».

 

 

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