Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Brescia. Dall’Udc, maggiori poteri ai comuni per regolamentare le sale da gioco

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Videolottery

26 aprile 2012 - 16:05


slotdi

Trento. Il regolamento anti-slot approda alla Conferenza dei capigruppo: la Lega propone l’uso di una tessera per giocare

 

(Jamma) Divieto di aprire sale giochi in un raggio di trecento metri da scuole e centri giovanili. E ancora, divieto di pubblicità sulla loro apertura ed esercizio, oltre a formazione dei gestori e sostegno alle associazioni di volontariato impegnate nel sostegno alle persone con problemi di dipendenza al gioco. Sono solo alcuni dei principali contenuti di un progetto di legge presentato nei giorni scorsi dai consiglieri regionali dell’Udc in tutte le regioni d’Italia per «arginare la proliferazione di questi apparecchi e contrastare il sempre più preoccupante diffondersi delle patologie legate al gioco d’azzardo». Gianmarco Quadrini, capogruppo dell’Udc di Brescia, primo firmatario del provvedimento depositato in Regione Lombardia da poche ore e sottoscritto dai colleghi Valerio Bettoni e Enrico Marcora, «l’impatto sociale dell’aumento del gioco d’azzardo in Lombardia è devastante e, complice anche la facilità con cui si può accedere a queste macchine, sta ingenerano sempre più numerosi episodi di dipendenza patologica e di disgregazione familiare». «Il fronte comune che il nostro partito sta portando avanti in tutto il territorio nazionale – ha spiegato il capogruppo Quadrini – ha come obiettivo quello di promuovere un accesso più consapevole, misurato e responsabile al gioco legale, ma anche a prevenire la dipendenza patologica e gli effetti rovinosi legati alle varie forme di ludopatia». Altri elementi significativi del dispositivo sono – sottolinea una nota dell’Unione di centro – la «realizzazione di campagne di sensibilizzazione indirizzate ai giovani e alle fasce più svantaggiate, la creazione di un fondo che deriva dalle sanzioni pecuniarie previste dalla legge per finanziare la formazione dei gestori e le associazioni di volontariato e la facoltà riconosciuta ai Comuni di individuare altri luoghi sensibili non previsti dal progetto di legge in cui non è ammesso aprire sale giochi per problemi legati alla sicurezza urbana e alla disturbo della quiete pubblica».

Commenta su Facebook


Realizzazione sito