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Bolzano. Sale giochi solo in zona industriale

In: Apparecchi Intrattenimento, Automatico, Cronache, Newslot, Videolottery

14 marzo 2012 - 16:51


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(Jamma) Gioco d’azzardo legalizzato al centro dell’agenda della politica locale. Dopo il censimento comunale delle macchinette avviato dall’assessore Randi in bar e tabacchini, ora a intervenire è la Provincia con un forte giro di vite sulle sale giochi. La giunta provinciale ha deliberato di ampliare il numero di luoghi sensibili, oltre a scuole e servizi socio-sanitari.
D’ora in poi non si potranno autorizzare sale giochi in un raggio di 300 metri da campi sportivi, impianti sportivi e per il tempo libero, palazzetti dello sport, biblioteche, stazioni ferroviarie e di autobus, fermate ferroviarie e di autobus nonché luoghi di culto. Inoltre, indipendentemente dal raggio di 300 metri, non si potranno aprire sale giochi nei centri storici e lungo le strade molto frequentate dai pedoni. In pratica, a Bolzano città si potranno aprire sale giochi solo in zona industriale. Nonostante questo, nel capoluogo proliferano i bar dell’azzardo. Proprio questa settimana ne ha aperto uno nuovo, al posto del ristorante cinese di via Vittorio Veneto. Il bar è una scusa, l’attrazione sono le 5 slot machine.

La legge provinciale 13 del 1992, all’articolo 5 bis, inserito con la legge 13/2010, aveva introdotto il limite di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale. La legge prevedeva però la possibilità futura di individuare altri luoghi sensibili, tenuto conto dell’impatto delle sale giochi sul contesto urbano nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico, il disturbo della quiete pubblica e, soprattutto, la protezione dei giovani e dei minori di età.
Ora la giunta provinciale, a seguito delle forti pressioni da parte della società civile, ha deciso di sfruttare la possibilità concessa dalla legge, aggiungendo altri paletti. La giunta ha deliberato «di individuare altri luoghi sensibili ove nel raggio di 300 metri dagli stessi non può essere concessa l’autorizzazione per l’esercizio di sale da gioco come: campi sportivi, impianti sportivi, impianti per il tempo libero, palazzetti dello sport, biblioteche, stazioni ferroviarie e di autobus, fermate ferroviarie e di autobus nonché luoghi di culto». Inoltre, la giunta ha deliberato «di individuare altri luoghi sensibili ove – indipendentemente da un raggio di 300 metri – non può essere concessa l’autorizzazione per l’esercizio di sale da gioco come nei centri storici e lungo le strade molto frequentate da pedoni nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti».

Urge ricordare che la legge provinciale, impugnata dal governo ma dichiarata a novembre 2011 legittima da parte della Corte costituzionale, prevede anche che l’autorizzazione alle sale giochi venga concessa per 5 anni e ne possa essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. Per le autorizzazioni esistenti il termine di 5 anni decorre dal 1º gennaio 2011.

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