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Bolzano. L’amministrazione si divide sull’applicazione della legge no-slot

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot

15 ottobre 2012 - 10:09


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(Jamma) “Basta distinguo e prudenze del Comune sulle slot machine. Adesso finalmente c’è una legge provinciale che ha chiarito i paletti, a partire dal rispetto della distanza di 300 metri dai luoghi sensibili e la potestà dei sindaci di intervenire con sanzioni. La legge venga applicata”: le critiche all’amministrazione comunale arrivano dalla stessa maggioranza del sindaco Luigi Spagnolli attraverso Guido Margheri (Sel). Presidente della commissione Attività sociali, Margheri porrà il problema nella seduta di questo pomeriggio.

Troppo forti le parole del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso venerdì al Teatro Cristallo per non essere riprese. Grasso ha raccontato che «da qualche anno nelle nostre relazioni annuali ci sono dei capitoli dedicati alle infiltrazioni nel gioco lecito».

Dopo l’approvazione della legge provinciale firmata da Julia Unterberger, avvenuta pochi giorni fa in consiglio provinciale, il sindaco Spagnolli ha sostenuto di avere ancora le mani legate. Il timore più forte sono i ricorsi da parte dei titolari di esercizi pubblici contro cui il Comune dovesse agire. Questa linea viene contestata da Margheri. Così il presidente della commissione attività sociali, che a suo tempo partecipò al gruppo di lavoro comunale sul gioco d’azzardo con esperti del settore: «Non condivido affatto che il Comune non possa intervenire. La legge provinciale ha tolto ogni incertezza. Adesso il Comune inizi la stretta. La grande folla presente all’incontro con il procuratore nazionale antimafia e le cose da lui dette sui pericoli di infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali che derivano dal proliferare del gioco d’azzardo sono una ulteriore conferma della necessità di passare dalle parole ai fatti, oltre che sulla prevenzione, anche sul piano degli interventi amministrativi contro il proliferare dei luoghi dediti al gioco d’azzardo. E’ necessario che il capoluogo e gli altri Comuni superino i ritardi, le resistenze e le paure di ricorsi e diano piena attuazione alla legge provinciale». Secondo Margheri, sul rispetto dei 300 metri dai luoghi sensibili il Comune ora ha tutti gli strumenti per evitare abusi: «Come minimo, il Comune può intervenire sulle nuove aperture e sul rinnovo di quelle in scadenza. Noto invece che prosegue l’atteggiamento più che morbido». Nel presentare la legge, Julia Unterberger (Svp) aveva infatti specificato: «La legge provinciale 14 dicembre 1988, n. 58, all’articolo 11 prevede che i pubblici esercizi che si trovano nel raggio di 300 m da luoghi sensibili non possano tenere macchine da gioco o slot machine. Tuttavia nella legge non vengono specificate le sanzioni da applicare in caso di mancata osservanza del divieto né chi è responsabile dell’applicazione della legge ovvero della rimozione di queste macchine. Con il presente disegno di legge s’intende colmare il vuoto legislativo esistente». La nuova legge prevede dunque che vadano rimossi gli apparecchi da gioco che non rispettano i limiti dei 300 metri. E specifica ancora, la nuova legge provinciale, che «il sindaco può, con provvedimento motivato, disporre in ogni momento la rimozione dei difetti contestati, oppure dei giochi leciti in contrasto von l’articolo 11, sospendendo, in casi particolarmente gravi, l’attività dell’esercizio fino all’avvenuta rimozione dei difetti oppure di questi giochi».

 

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