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Apparecchi da intrattenimento e controlli. Chi paga quando il “controllore” è incompetente o impreparato?

In: Apparecchi Intrattenimento, Automatico, Newslot, Videogames, Videolottery

6 luglio 2012 - 10:57


gdfcontrolli

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(Jamma) Maggiore efficienza in materia di controlli. E’ quello che il governo Monti si aspetta nel prossimo futuro attraverso l’operazione di accorpamento dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato alle Dogane con, conseguente , affidamento dei controlli alla Guardia di Finanza.

 

Intento condivisibile se non fosse che, almeno fino ad ora, nessuno si è preoccupato più di tanto di verificare le reali competenze di chi è chiamato ad effettuare i controlli. Con conseguenze facilmente immaginabili per le imprese che operano nella gestione degli apparecchi da intrattenimento. Una di queste, attraverso una nota del titolare, ci ha fatto pervenire “la cronaca” di una recente giornata di ‘ordinari controlli’.

 

“Niente da dire sui controlli in quanto tali ” premette “giustamente questi statali dovranno pur guadagnarsi lo stipendio”. Le lamentele si riferiscono semmai alla modalità della verifica.

 

“ Siamo noi gestori a dover mandare alla finanza, polizia, ecc, tutte le varie leggi e decreti in base al tipo di contestazione che stanno effettuando, interminabili telefonate per fornire le spiegazioni necessarie. Un esempio?

In un pubblico esercizio ci sono tre awp. E’ tata contestata la mancanza del secondo ‘Comma 7’ previsto solo per le Sale Giochi in base al rapporto uno a due.

In un altro pubblico esercizio i nulla osta ben visibili e protetti da plexiglass. Vengono rotti i plexiglass e per sfilare i documenti strappati i nulla osta perchè chi controllava non avevano voglia di svitare le viti

Terzo pubblico esercizio: la Finanza contesta la freccetta che, anche se elettronica, secondo loro non è da considerare elettromeccanico valido ai fini del contingentamento – recente Circolare AAMS Prot 2012/21115 dell’11/05/2012

Quarto pubblico esercizio: si minaccia il verbale per assenza di autorizzazione Art 86 del Comune – è dal 2007 Decreto Bersani che non è più obbligatoria la comunicazione ai comuni per i locali già in possesso di Somministrazione e conseguentemente di art 86.

 

La domanda dell’imprenditore è: non si può invitare le forse dell’ordine a fare dei Corsi di aggiornamento prima di procedere?.

 

“Sono convinto che tanti gestori stanno vivendo esperienze come la nostra. Indiciamo un tavolo di confronto per discutere seriamente di queste cose e non solo di schede con cover trasparenti!” conclude.

 

 

 

 

 

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