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A Stradella, il regolamento anti-slot si fa più concreto

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Videolottery

19 marzo 2012 - 09:57


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(Jamma) Con il via libera dell’Asl, e nessuna osservazione contraria, la variante al Pgt anti-sale da gioco diventa legge. Il nuovo regolamento voluto da Stradella (Pavia) a fine novembre ha registrato l’ok degli enti competenti. Diventerà esecutivo in aprile, dopo il voto del consiglio comunale che la giunta ha intenzione di convocare a inizio mese. «Siamo soddisfatti – ha commentato il sindaco Pierangelo Lombardi – Gli uffici mi hanno comunicato l’approvazione dell’Asl. Considerando che nessuno ha presentato osservazioni alla variante e che dopo la bocciatura di una prima richiesta di apertura non sono state manifestate altre intenzioni per attività di questo genere, per tutti questi motivi mi viene da dire che abbiamo fatto bingo. Siamo arrivati a questo punto perché non passava giorno che qualcuno venisse in Comune a chiedere l’autorizzazione ad avviare una sala scommesse». La variante urbanistica che sarà definitivamente recepita il prossimo mese – la stessa che nella sostanza è stata fatta valere da novembre in virtù del regime di salvaguardia – vuole che a Stradella le sale gioco possano aprire solo nella periferia artigianale e commerciale. Centro storico bandito. E infatti la richiesta presentata a inizio anno da un privato interessato a realizzare una nuova sala scommesse in via Trento, a due passi dalla piazza principale, ha incassato il no del Comune. Domanda respinta al mittente che invece avrebbe voluto investire su un locale dedicato alle Vlt. Di sale da gioco Stradella ne conta solo una in via Nazionale, poco distante dalla stazione. Le nuove regole non valgono per l’esistente, a meno di avvicendamenti nella licenze commerciali. Riassumendo: con la nuova disciplina, è il Comune di Stradella e non la questura a dire l’ultima parola. E a farlo in virtù di precisi criteri di polizia amministrativa che si rifanno all’assetto urbanistico riveduto e corretto. In generale, si legge nel testo della variante al Pgt, i nuovi impianti sono vietati «nel centro storico e nel tessuto residenziale consolidato ad alta, media e bassa densità abitativa, in quanto si ritiene che quelli esistenti siano sufficienti a livello qualitativo e quantitativo a garantire lo standard auspicabile». Distanze non oltre i 500 metri da scuole, case di riposo, ospedali, edifici pubblici. Vincolante anche il parere dei condomini nel caso si tratti dei locali di una palazzina.

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