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A San Donà il Pdci chiede l’intervento del comune contro la diffusione delle slot

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Videolottery

30 agosto 2012 - 11:40


awpdietro

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(Jamma) A San Donà, in provincia di Venezia, il Pdci chiede un intervento del Comune per l’eccessiva presenza di slot machine in città. Già il Governo sta studiando un decreto per limitare la presenza delle macchinette mangiasoldi ad esempio vicino a scuole e ospedale. A San Donà il fenomeno è dilagato all’interno di bar e in sale appositamente aperte per giocare d’azzardo.

«San Donà non è solo la città dei fiori», spiegano Marina Alfier e Alberto d’Andrea del Pdci, «e delle fontane sgorganti; la nostra è la città dove nessuno ha regolamentato il gioco d’azzardo, con l’alibi che questo è compito dello Stato. Non è così. Che lo Stato tenda a far cassa con il gioco, è fuori da ogni dubbio. Il gioco, in quanto tale, è un bene comune della società e nessuno dovrebbe appropriarsene. Spesso, chi gioca alle slot machine è povero, disoccupato e sta subendo maggiormente la crisi, perché spera in una vincita. Non è un caso che le slot machine siano ovunque. L’amministrazione comunale si disinteressa senza capire che nel momento in cui esiste una dipendenza, vuol dire che esiste un bisogno sociale. Pensiamo che rimuovere le slot da bar, tabacchini, sale giochi e sale scommesse non risolva il problema della dipendenza, ma sarà di sicuro una misura di tutela verso quelle fette di giocatori a rischio quali sono i ragazzi, le donne e gli anziani. Ormai ci siamo perfino abituati a vedere uomini e donne di qualunque età, mentre giocano. L’agevole accessibilità porta a una forma di gioco morbosa che va a compromettere tutta la sfera personale. Crediamo che il compito delle amministrazioni sia anche quello di tutelare i cittadini dal vizio del gioco non favorendo l’apertura di sale giochi e non rilasciando facili licenze. Da questo punto di vista sindaco e giunta hanno fallito.

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