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A Pavia si lavora ad un codice etico per contrastare la ludopatia

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot

14 gennaio 2013 - 09:16


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(Jamma) Sarà una specie di “denominazione di origine controllata” per i locali pavesi. Un modo per distinguere chi rispetta le regole, azzardo e alcol in testa, e chi invece mira solo al guadagno. Negli ultimi giorni l’assessore al commercio, Pietro Trivi, ha più volte incontrato il collega di giunta, Rodolfo Faldini, e Simone Feder, psicologo della Casa del giovane che coordina il progetto No slot. «Abbiamo iniziato a ragionare – spiega Trivi – su una specie di “codice etico”, con alcune regole alle quali attenersi e dal cui rispetto sia poi collegata una certificazione di qualità».

Le principali tematiche prese in considerazione sono due: il gioco d’azzardo con le slot machine e i disagi collegati alla cosiddetta movida. La dipendenza da gioco d’azzardo, purtroppo, sta diventando un problema sociale di assoluto rilievo. Pavia è, purtroppo, la capitale del gioco d’azzardo legalizzato, con una spesa annua pro capite di 2.800 euro. I casi di famiglie rovinate dal gioco sono sempre più frequenti, e sempre più drammatici i resoconti di anziani che dilapidano la pensione davanti alle “macchinette”. Il Comune di Pavia ha già scritto un regolamento che disciplina l’insediamento di nuove sale giochi. Tra l’altro, dal primo gennaio gli esercenti che abbiano slot machine sono tenuti a esporre un avviso con le regole per evitare di cadere nella patologia. L’avviso è scaricabile dal sito internet dell’Asl e agli esercenti conviene esporlo, perché in caso contrario rischiano una multa sino a 50mila euro.

Di qui, la necessità di un codice etico che impegni i titolari di bar e locali ad attenersi a norme precise a tutela del bene pubblico. «Per adesso – prosegue Trivi – abbiamo iniziato a discutere dei contenuti. Il prossimo passo, che faremo a breve, sarà quello di inviare una lettera alle associazioni di categoria degli esercenti per invitarli a discutere con noi il contenuto di questo codice, in modo che sia il più possibile condiviso». Il Comune di Pavia, come detto, si è già dotato in passato di regole su questi temi. Ma evidentemente non basta. Attualmente, al servizio per il trattamento delle tossicodipendenze, sono in cura 75 persone con una patologia associata al gioco d’azzardo. Una delle ipotesi della giunta è quella di segnalare, sul sito del Comune, l’elenco degli esercizi che aderiranno al codice di autoregolamentazione. Una specie di “bollino” di qualità da esporre.

 

 

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