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Newslot. Ing. Gatti: “Che trovino ora il coraggio di sparare o noi di sparire”

In: Apparecchi Intrattenimento

11 dicembre 2014 - 16:57


gattiF

(Jamma ) – “Distinguiamo le cose. Le VLT sono azzardo. Le AWP, riprendendo quello che l’Ing. Casalone sosteneva a Roma qualche ENADA or sono, sono macchine per “argent de poche”, monétise da portafogli. Se per azzardo nella cultura comune rientrano tutte le possibili declinazioni di gioco con vincita, ecco, direi che fra tutte le nostre AWP sono le meno onerose.
I Gratta e vinci costano fino a 10 euro così come le AWP consentono di mangiarsi qualche banconota da 100 euro in pochissimi tiri.
Le AWP sono un’altra cosa.
Parliamo poi dell’effetto compulsivo di 10 e lotto? pazzesco. Una estrazione istantanea ogni 60 secondi non è istigare a rigiocare?
Non discutiamo poi sulle scommesse online (dove la pubblicità impera) e sui giochi da casinò recentemente sdoganati dai vari governi di emergenza nazionale.
Parliamo poi dell’alcol? no.
Del fumo? no.
Pensiamo solo che gli stessi assessori di Milano si sono accaniti sul gioco e non sul fumo. Nel nome dell’interesse della collettività? ma questi sono …

Sapete cosa vi dico? forse hanno ragione loro. Abbandonare il mercato delle AWP potrebbe essere una soluzione ritrovando altri prodotti, altri giochi. Ma soprattutto uscendo da quella morsa incredibile che ci ha messo in mezzo a un paradigma di impossibile modulazione.

Se leviamo le macchine probabilmente leviamo anche il paradigma.

Tirare fuori dagli scantinati i giochi che esulano dalle tipologie 6/A può sembrare un passo indietro, ma non lo è.

Redemption a ticket, flipper, videogiochi vari, calcio-balilla, Bingo!
Si guadagna meno? si, forse. Ma questo è guadagnare? Questo è fare impresa?

Caleranno gli introiti delle comma sei/A e delle VLT.

Il problema non sarà nostro.
I concessionari si sono nascosti dietro di noi. Facendo confusione su slot, AWP, VLT: insomma, le macchine sono tutte uguali.
Hanno provato a fagocitarci senza successo.
Hanno sbagliato strategia parlando di gioco legale. Dovevano difendere le AWP parlando di gioco con piccola vincita e garantirsi loro per primi la continuità.
Poi avrebbero dovuto aprire poche sale dedicate senza invadere le città di sale dal modesto incasso ma dall’eccessivo impatto visivo.
Troppe iniziativa di sponsorizzazione. Qui non siamo in Inghilterra dove si permette un certo business.
Le strategie di sviluppo e di crescita del settore sono state male impostate. E’ stato sottovalutato il problema della crescente confusione sociale sul tema e delle iniziative a contrasto del gioco.
Tutti zitti poiché convinti che “l’affare” era più importante di qualsiasi opinione pubblica e che lo Stato avrebbe sempre salvaguardato il comparto:
Grave errore.
Le borse poi non sosterranno a lungo aziende con possibili perdite già dal prossimo semestre.
Avremo una situazione inedita per queste realtà.
Noi possiamo smarcarci.

Riprendere i capitali investiti, uscire dalla morsa delle fideiussioni, tornare a praticare il mestiere fra lo zingaresco e il romantico dei gettoni.
Lasciano i CDT? apriamone qualcuno anche noi.
Consentono i totem? usiamoli. Facciamoli! Tanto se nono sono illegali vanno bene per tutti no?

Il nostro lavoro è quello destinato a diventare ILLEGALE.
ASTRO, ACMI, SAPAR: questo dovete capire!
E’ assurdo ma oggettivamente quasi divertente (se non fosse per le famiglie di dipendenti che abbiamo e che devono portare a casa il pane).
Un’azienda esce dalla gestione dei videopoker illegali per lavorare con lo Stato con macchine legali e le macchine che usa oggi sono considerate al bando e costringono le stesse aziende a tornare a macchine che prima erano illegali e ora sono LECITE perché non contemplate dalla norma (i totem).
Assurdo ma fantastico.

Forse la strada è questa. Lasciamo via libera alle associazioni no-slot. Che problema c’è? Tanto se seguono l’esempio di Milano questo lavoro è finito comunque, meglio allora ricollocarsi e ritagliarsi uno spazio che ora è vacante.
Levare le macchine legali da Milano, Padova ecc.

Più piccoli ma senza debiti. Più piccoli e fuori dal ciclone mediatico.

E’ una provocazione? non troppo.

Ha ragione l’amico Bernardi.
Siamo al muro.
Che trovino ora il coraggio di sparare o noi di sparire.

Più piccoli ma invisibili.

 

Francesco Gatti

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