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Napoli. Con il nuovo regolamento la nuova sala giochi non aprirà. Ma per gli addetti ai lavori è rischio licenziamento

In: Apparecchi Intrattenimento, Primopiano

5 agosto 2016 - 12:26


licenziato

(Jamma) Nel centro di Napoli non aprirà nessuna nuova sala giochi. Nemmeno con licenza ex Art. 88 Tulps. “I consiglieri municipali dei Verdi, Rosanna Laudanno e Salvatore Iodice, nel corso del Consiglio di Municipalità monotematico ( che si è tenuto ieri ndr) , hanno ribadito che siamo contrari nella maniera più assoluta all’apertura della sala slot in piazza Dante e non abbasseremo la guardia fino a quando non vedremo un’altra attività in quei locali”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “il dilagare di sale per il gioco d’azzardo sta facendo crescere il numero degli ammalati di ludopatia in Campania e bisogna porre un freno evitando l’apertura a ridosso di scuole o comunque dove ci sono persone maggiormente a rischio di finire nel vortice del gioco d’azzardo”.
“Le parole dell’assessore Parini che ha ricordato come la sala slot non possa essere aperta in quella zona in base al regolamento comunale approvato ci rasserenano, ma non ci fanno abbassare la guardia” ha aggiunto Borrelli sottolineando che “stando alle testimonianze di chi vive in quella zona sono stati già fatti lavori per decine di migliaia di euro e difficilmente ci si impegna così tanto se non si è sicuri di aprire l’attività progettata, per questo continueremo a essere vigili per evitare l’apertura, consapevoli che su questo potremo contare sull’appoggio della Municipalità e del Comune”.

 

Chiuso quindi il capitolo nuove aperture resta il problema di chi gli investimenti li ha già fatti (con tanto di attività avviata) e soprattutto di tutti i dipendenti di sale (e sale Bingo comprese) che ora rischiano di perdere il posto di lavoro.

 

I nuovi limiti orari e il rischio licenziamento

 

Se è vero che Napoli può fare a meno di una nuova sala giochi, è certo che non necessita di incrementare il numero dei disoccupati. Ma questo accadrà.

Da mercoledì 17 agosto entrerà infatti definitivamente in vigore la disciplina degli orari di esercizio delle sale giochi.

Le sale gioco presenti nel territorio comunale non potranno rimanere aperte oltre le seguenti fasce orarie: dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 18:00 alle ore 23:00, festivi compresi.

Il titolare di ciascuna licenza potrà scegliere il proprio orario di esercizio entro i predetti limiti massimi, dandone preventiva comunicazione al Servizio SUAP del Comune.

Invece, la disciplina dell’orario massimo di funzionamento degli apparecchi tipo videolottery, slot machine, ecc., collocati negli esercizi pubblici e nei bar, avrà la seguente cadenza: dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00, di tutti i giorni, festivi compresi.

Multe salate per i trasgressori che possono arrivare fino alla chiusura degli esercizi. “L’obiettivo dei nuovi orari – ha detto l’Assessore alle Attività Produttive Enrico Panini – è molto preciso: contrastare in città la crescente diffusione del Gioco d’Azzardo Patologico che colpisce le fasce più deboli della popolazione e gli adolescenti. La difesa della salute per noi è un imperativo irrinunciabile” .

E a sostegno di questo intervento il Comune di Napoli elenca alcuni dati , molti dei quali assolutamente falsi o inesatti. Si dice ad esempio che ci sono 15 milioni i giocatori abituali, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già malati. Ma da dove vengono questi dati? Chi li ha certificati? Sarebbero poi necessari 5-6 miliardi l’anno per curare i dipendenti dal gioco, mentre le tasse incassate dallo Stato sono pari a 8 miliardi. Altro dato falso, mai verificato. Sui dati frutto di una indagine condotta dalla Asl sul territorio campano non discutiamo, ma saremmo più propensi a parlarne quando avremmo i dati di una indagine, forse di carattere più scientifico, su cui sta lavorando l’ istituto Superiore di Sanità.

Quello che invece il Comune di Napoli non intende considerare è il destino dei dipendenti delle sale giochi e delle sale Bingo di Napoli, per i quali da settembre prossimo si prospetta il rischio licenziamento. “ Si parla molto dei possibili rischi legati all’offerta di gioco ma nessuno che parli di noi” lamentano gli addetti ai lavori . “Per noi questi limiti orari avranno effetti catastrofici con più di 2000 posti di lavoro a rischio”. Ma di loro, in Comune, nessuno parla, tanto meno l’assessore Panini per cui il lavoro, degli altri, non è un ‘imperativo irrinunciabile’.

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