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Masini(SAPAR): La Costituzione esalta l’universalità e la sacralità del lavoro, anche per gli operatori di gioco

In: Apparecchi Intrattenimento

26 febbraio 2015 - 09:09


masini

(Jamma) – Quando i padri costituenti – scrive Franco Masini, consigliere SAPAR, – decisero di mettere alla base della nostra Repubblica i principi e i dettami fondamentali ed essenziali per loro e per le generazioni future, fecero quella che Roberto Benigni ha definito, “LA PIU’ BELLA DEL MONDO”: la Costituzione Italiana.

 

Questa – osserva Masini – è la carta fondamentale che sta alla base di tutte le nostre leggi e che identifica il Popolo e la Nazione Italiana. Dobbiamo considerarla come la stella polare il punto di riferimento a cui bisogna volgere lo sguardo in ogni scelta fatta, per far si che il popolo prosperi e cresca. Negli ultimi tempi si parla molto di cambiarla in alcune parti e come è naturale che sia, ad ogni pensiero ne scaturisce uno uguale e di segno opposto, perché questo è semplicemente il grande gioco della democrazia. Ora tralasciando i perché e i per come di questi mutamenti. c’è un principio universale però, che è sancito nel primo articolo e che credo non subirà mai nessuna variazione. Il Lavoro. Il primo articolo della Costituzione, esalta l’universalità e la sacralità del principio del lavoro, perché solo attraverso di esso un uomo e una nazione possono aspirare ad una vita degna e decorosa per se, per la propria famiglia e per l’intero popolo. Il primo articolo recita che: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ci si potrebbe fermare qui considerando l’estremo valore di questo principio ma qualcuno la pensa diversamente e per questo penso sia opportuno continuare.
Una volta lessi una frase che mi lasciò allibito per l’estrema crudezza e l’estrema verità che esprimeva: SE VUOI RENDERE INFELICE UNA PERSONA NEGAGLI IL DIRITTO AL LAVORO. Si lo so è un pugno allo stomaco ma purtroppo è la realtà. Non per niente i poteri nel corso della storia, hanno trattato questo diritto come se brandissero un’arma contro chi, in quel momento, dava fastidio o doveva essere messo a tacere. Le condizioni attuali del lavoro privato in Italia, non sto qui ad elencarle anche perché tutti sappiamo cosa sta succedendo. L’alto numero di suicidi, i fatti di cronaca assurdi e senza senso, il malessere sociale voluto e studiato a tavolino, sono tutte risultanze che hanno come prima arma, proprio la negazione del diritto al lavoro. Ogni comparto lavorativo privato in Italia, sta passando quello che tutti vediamo ma nel loro intimo ognuno conosce le sfumature del proprio lavoro che portano o hanno portato, alla disastrosa situazione che ogni settore vive. Non posso parlare degli altri lavori ma del mio si. Dopo 42 anni diciamo che un po’ d’esperienza forse c’è ma senza pontificare, qualcosa però credo di poter dire.
La Legge di Stabilità per come è e la Delega Fiscale per come si dice che sarà, sono proprio quelle armi brandite da chi pensa di avere quel potere di negare il diritto al lavoro a tanti per passarlo nelle mani di pochi, anche se in molti non hanno ancora capito una cosa che magari non appare evidente ai più ma è una realtà incontrovertibile. Questo lavoro è ricco perché ci siamo noi gestori che lo rendiamo tale, non perché è ricco di per sé. L’industria del gioco è stata definita come terza industria paese. Al contrario sostengo che è la prima, perché noi dallo Stato non abbiamo mai ricevuto niente, anzi al contrario abbiamo solo dato partendo e basando tutto, solo sulle nostre forze. Ora queste norme che ci stanno venendo addosso, hanno il solo obiettivo di toglierci dal mercato a favore dei soliti noti, usandole proprio come armi per eliminarci definitivamente. Poi una volta rimasti da soli imporranno le loro regole infischiandosene del GAP, del calo delle entrate erariali, dell’illegalità che ha già dato i primi segnali ma che raggiungerà livelli difficilmente immaginabili. A quel punto le VLT leggere o pesanti che siano, i casinò online, gli apparecchi incontrollabili e incontrastabili la faranno da padrona e forse qualcuno rimpiangerà tempi passati con la classica frase: “Come si stava meglio, quando si stava peggio!”.

Buon lavoro a tutti.
Franco Masini

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