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Lodi. Regole anti-slot. I commercianti: “Noi ignorati Così chiuderemo”

In: Apparecchi Intrattenimento

22 settembre 2015 - 12:44


sei di lodi

(Jamma)  Dai social alla realtà. Il gruppo Facebook “Sei di Lodi ma”, nelle figure dei suoi amministratori Ingrid Marchesi ed Alex Galbignani, porta alla ribalta la questione delle norme comunali anti-slot. I due rappresentanti del gruppo virtuale, che ogni giorno raccoglie le più disparate segnalazioni che riguardano la città, hanno consegnato in Comune all’assessore Andrea Ferrari, i questionari compilati che in questi giorni hanno raccolto dai commercianti.
Nello specifico dai bar e dai locali in cui sono installate delle slot machine. Lo hanno fatto in un incontro, un “confronto informale anomalo”, come lo ha definito lo stesso Ferrari.

Nei circa cento questionari raccolti i commercianti si esprimono contro il provvedimento che limita l’utilizzo delle slot, come ad esempio in determinate fasce orarie. Una misura questa che pone anche dubbi di natura tecnica: «Bloccare in determinati orari le slot? E come si fa con il collegamento alla rete del Monopolio?», ha detto Marchesi. Questa ed altre questioni legate ad un provvedimento che non vedrà comunque tempi per la sua attuazione, verranno discusse anche questa sera in consiglio comunale.
Se i due fondatori di “sei di Lodi ma” chiedono un incontro fra Comune e tutti commercianti, dal canto suo l’assessore ha dichiarato di volersi rapportare esclusivamente con le due associazioni di categoria di riferimento: «Su qualsiasi tema i filtri sono le associazioni».
Durante l’incontro non sono mancati momenti di attrito fra le due parti. Particolarmente acceso è stato quello in seguito ad una domanda provocatoria di Galbignani all’assessore: «Come mai, mentre il PD cerca di limitare il gioco d’azzardo, alla festa dell’Unità c’è stata una tombolata con premi in denaro in cui hanno potuto partecipare anche famiglie con bambini?»
Dubbioso sulla natura del questionario, Ferrari ha comunque detto che «In nostro intento non è quello di fare un provvedimento contro i commercianti, ma quello di arrivare ad un documento quanto più condiviso possibile, anche se potrà implicare di scontentare qualcuno. Molti sono gli elementi al vaglio che tengono conto di un quadro nazionale, oltre i dati Asl della provincia di Lodi.»

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