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Legge di stabilità: tassa superiore al margine dei concessionari. Insostenibile pagare tassa aggiuntiva di 500 milioni su un fatturato di 650

In: Apparecchi Intrattenimento

14 dicembre 2014 - 18:19


sistemagioco

 

Sistema Gioco Italia: “Impensabile sopravvivenza aziende con questa norma, a chi giova ritorno all’illegalità?”

(Jamma) – “L’emendamento presentato dal Governo alla Legge di Stabilità determinerebbe una situazione semplicemente insostenibile per il settore. Così le aziende chiudono.”
Non è uno dei tanti allarmi lanciato dai settori colpiti da misure fiscali quello di Federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria ma un vero e proprio appello al legislatore perché consideri con attenzione cosa accadrebbe se la norma fosse approvata. L’ipotesi prevista di 500 milioni annui di tassazione aggiuntiva semplicemente è irrealistica ed irrealizzabile.
L’intero importo è, nella pratica, a carico di 13 aziende che si troverebbero a far fronte ad una tassa aggiuntiva di 500 milioni, superiore al margine lordo e quasi pari al loro fatturato, senza contare gli impatti sulle disponibilità di cassa, già molto esigue!
Con un provvedimento siffatto si condanna a morte l’intera filiera industriale degli apparecchi da intrattenimento, dalle 13 aziende concessionarie alle centinaia di aziende di gestione sino agli oltre 110.000 soggetti che a vario titolo la compongono (punti vendita dedicati e generalisti, produttori di apparecchi, manutentori, etc.).
I posti di lavoro persi saranno oltre 75.000 senza contare l’inevitabile spostamento verso il gioco illegale con perdita di risorse per l’erario e tutele per il giocatore.
Il livello di sopportabilità del settore è già stato abbondantemente toccato con la legge di stabilità del 2013 e un nuovo provvedimento non lascerebbe altra scelta ai concessionari aderenti a Confindustria Sistema Gioco Italia (Cirsa Italia, Codere Italia, Cogetech, Gamenet, GMatica, Hbg, Intralot, Lottomatica, Sisal) che l’avvio di un contenzioso miliardario con lo Stato per l’introduzione di condizioni molto differenti rispetto a quanto contrattualizzato in fase di acquisto delle concessioni.
Davvero è difficile capire quale possa essere la ratio che porta a cancellare di fatto un settore che ha portato legalità e gettito. A chi conviene tornare all’illegalità? E perché agire adesso con un provvedimento isolato quando la legge delega, attesa da mesi, dovrebbe avere il compito di riordinare la tassazione dell’intero settore? Confindustria Sistema Gioco ribadisce che la riforma complessiva della fiscalità del settore è prevista dalla Legge Delega e reputa che sia quella la sede idonea per affrontare correttamente il tema, assicurando sostenibilità sia al sistema che all’erario.

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