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Le maxi-penali ai concessionari delle slot sono servite per coprire ‘il buco’ generato dalla cancellazione dell’IMU

In: Apparecchi Intrattenimento

23 gennaio 2015 - 09:30


imu

(Jamma) Se qualcuno vi dovesse mai chiedere come ha fatto il governo Berlusconi nel 2013 a cancellare quell’odiatissima tassa che porta il nome di IMU, sulla prima casa, oggi finalmente possiamo dire che è stato grazie alle maxi penali contestate ( e poi pagate) dalle dieci concessionarie della rete delle slot. E’ quanto emerso alla Camera nel corso dei lavori per la conversione in legge del Decreto di Milleproroghe. L’onorevole Paolo Petrini, PD,  ha infatti spiegato che il decreto-legge n. 102 del 2013, oltre ad abolire la prima rata dell’IMU 2013 sulle abitazioni principali e riordinare le agevolazioni su altre tipologie immobiliari, ha recato interventi di fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale,
nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici. A copertura degli oneri finanziari derivanti dalle norme così introdotte sono state tra l’altro destinate le maggiori entrate derivanti dalle norme di definizione agevolata dei giudizi di responsabilità amministrativo-contabile dei concessionari dei giochi. Peccato che al momento di tirare le somme siano mancati, a titolo di maggior gettito, almeno 645 milioni di euro. In particolare le ‘maggiori entrate’ derivanti dalla definizione agevolata dei giudici di responsabilità amministrativa-contabile dei concessionari delle slot sono state pari a 340 milioni di euro, a fronte dei 600 milioni previsti. E da qui la necessità di applicare una misura di salvaguardia e in particolare l’aumento della benzina.

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