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Inchiesta Slot ad Avellino: tutti assolti. E adesso si annunciano molte istanze per ingiusta detenzione

In: Apparecchi Intrattenimento

18 febbraio 2014 - 14:21


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(Jamma) 58 persone arrestate nell’ambito di una indagine per truffa perpetrata attraverso la gestione di slot. Era il 2011 e questa notizia non ha mancato di destare scalpore nel settore dell’apparecchio da intrattenimento anche per il coinvolgimento di nomi noti e non certo per la loro condotta ‘malavitosa’.

L’operazione era stata condotta da carabinieri e Dda di Napoli.
Figura principale dell’inchiesta era Armando Della Pia. Tutto ruotava attorno alla figura dell’ imprenditore avellinese che, secondo gli inquirenti, avvantaggiandosi della sua appartenenza al clan avrebbe operato illecitamente in diversi settori. In base al castello accusatorio la sua attività imprenditoriale sarebbe stata spesso condotta attraverso intimidazioni ed estorsioni sia nei confronti degli esercenti sia nei confronti di altri titolari di ditte concorrenti. I reati contestati andavano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, violenza privata, intestazione fittizia di beni, concorrenza illecita con violenza e minaccia, rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione per atti d’ufficio e per atti contrari ai doveri d’ufficio, favoreggiamento personale e reale, falso ideologico in atto pubblico, truffa ai danni dello Stato, tutti fatti aggravati dalla finalità di agevolare il clan Cava. Le indagini dei carabinieri sono partite dal 2006 e si sono concluse nel 2009 e si erano avvalse della collaborazione dei pentiti e delle intercettazioni telefoniche. L’organizzazione, secondo l’accusa, aveva anche messo a punto un sistema per incassare ingenti somme di denaro, derivate dalle giocate illegali. Erano stati accesi diversi conti correnti postali e il denaro veniva fatto transitare su carte di credito prepagate e non nominali emesse dalle Poste. Il gip aveva disposto il sequestro di quote societarie di alcune aziende per la produzione di generi alimentari, di un’impresa di costruzione, di una decina di auto, anche di grossa cilindrata, di conti correnti postali e di appartamenti in tutta la Campania.
Tra gli arrestati anche quattro militari della guardia di finanza in servizio presso la compagnia di Avellino e nella tenenza di Solofra.

 

Tutti assolti: il fatto non sussiste

Ieri mattina si è svolta l’udienza preliminare per il processo Slot, che ha visto alla sbarra 39 persone, tra le quali anche Antonio Cava, figura chiave dell’indagine.. Il gup del tribunale di Napoli Egle Pilla ha mandato tutti assolti perché il fatto non sussiste. Il pm della Dda Liana Esposito aveva chiesto condanne che vanno dai sei anni a sette anni e mezzo. Nelle scorse settimane c’era stato il proscioglimento di molti altri imputati perché «il fatto non sussiste». La sentenza, come sottolineato anche dall’avvocato Gaetano Aufiero, poneva le basi per un proscioglimento anche di quanti hanno scelto il rito abbreviato. Fatto che si è verificato. Da qui la presentazione di diverse le istanze di risarcimento per ingiusta detenzione.

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