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In provincia di Verbano Cusio Ossola il Pd presenta un odg per frenare il gioco d’azzardo

In: Apparecchi Intrattenimento

23 marzo 2012 - 15:43


verbanocusioossola

(Jamma) Il gruppo del Pd in Consiglio Provinciale di Verbano Cusio Ossola ha presentato nei giorni scorsi un ordine del giorno che impegna il governo presieduto da Massimo Nobili ad emanare un atto di indirizzo a sostegno dell’ordinanza del Comune di Verbania (atto però annullato dal TAR Piemonte) che limita il tempo di gioco, a promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo anche in collaborazione con soggetti che già operano sul territorio come l’Asl e ad avviare un monitoraggio sulla diffusione delle forme di gioco problematico.

“È opinione comune e condivisa che il gioco più o meno d’azzardo, il vasto mondo fatto di gratta e vinci, lotterie, lotto, slot machine, scommesse sportive, poker on line necessiti di regolamentazioni e azioni di contenimento di un fenomeno che sta assumendo livelli sempre più preoccupanti. Un fatturato – ha spiegato il consigliere Diego Brignoli – di oltre 76 miliardi di euro, una spesa pro-capite di 1.260 euro, 800 mila persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi 2 milioni di giocatori a rischio; 140 mila punti vendita, 100 mila occupati, 5.800 imprese, una federazione per le imprese del settore costituita all’interno di Confindustria, oltre 9 miliardi di incassi per lo Stato. Cifre che portano il nostro Paese ad occupare il primo posto in Europa tra i paesi che giocano di più. Un fenomeno ancor più stridente con la realtà di un italiano su quattro a rischio povertà e il 16% delle famiglie con serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese (indagine ISTAT).
Non sono mancate azioni, interventi e prese di posizione:
– Il disegno di legge promosso dal Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo, già votato in modo compatto e trasversale dall’assemblea di Palazzo Lascaris, per vietare slot machine nei locali pubblici.
– L’unanime approvazione nella nostra Assemblea dell’ordine del giorno proposto dal collega Francesco Pesce a sostegno del disegno di legge regionale
– L’ordinanza del 2005 del Comune di Verbania con cui si “restringeva” il tempo di gioco imponendo delle fasce orarie. Ordinanza che il Tar del Piemonte, riprendendo una sentenza della Corte costituzionale che attribuisce allo Stato e non al Comune il compito di regolamentare questa materia, ha annullato aprendo la strada a una richiesta di risarcimento da parte di Euromatic, l’azienda che gestisce le macchine da gioco che ha stimato le perdite subite per l’intervento del Comune in qualcosa come 1 milione e 350 mila euro. Una cifra che si commenta da sola e che da sola evidenzia le dimensioni del business.
L’enorme affare rappresentato dall’industria del gioco giustifica gli enormi investimenti che si possono permettere di sostenere le aziende del settore dedicati alle pubbliche relazioni e alla pubblicità che alimentano la febbre da gioco: intere pagine sui giornali, spot radio televisivi accattivanti con sportivi e attori famosi nel ruolo di rassicuranti protagonisti, incalzanti banner che appaiono sui nostri computer non appena li accendiamo, messaggi che inevitabilmente terminano con l’ipocrisia dell’invito a giocare il giusto, giocare responsabile, oppure con la sottolineatura delle finalità filantropiche (ricostruzione delle zone terremotate o restauro di beni architettonici).
Lo spaventoso intreccio tra affari, interessi, abili seduzioni, desideri di riscatto, sottocultura, disperazione… rende estremamente difficile qualsiasi approccio e giustifica un certo scetticismo circa l’effettiva possibilità di intervento. Proprio per questo, – ha continuato il consigliere – come già si diceva nel corso della discussione a proposito del ricordato ordine del giorno, occorre un forte e adeguato impegno da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni, intervenendo sui diversi versanti della questione:
– normativo (autorizzazioni, controlli e sanzioni)
– educativo e informativo
– di prevenzione e cura delle patologie di dipendenza da gioco
– culturale e formativo
Fare ricorso a sistemi proibizionistici sarebbe inopportuno, inutile e probabilmente controproducente, altrettanto sbagliato colpevolizzare gli operatori del settore. Occorre invece intervenire sul fronte delle assunzioni di responsabilità tanto delle istituzioni quanto dei gestori delle attività.
Va inoltre ricordato, come dice Giuseppe Roma presidente del Censis-servizi, che “I giochi fanno parte integrante delle attività del tempo libero. Pertanto il gioco va sempre riportato alla sua dimensione di intrattenimento, di emozione, di sfida, di ingegno e di accortezza. Mentre va depotenziata ogni motivazione di riscatto sociale e di rischio calcolato per facili guadagni.”
Alcune fondamentali proposte di intervento sono state presentate a Governo e Parlamento fin dal dicembre del 2010 dalle associazioni ALEA (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) e CONAGGA (coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo) e sostenute da LIBERA:
1. definire una legge quadro sul gioco d’azzardo che ridefinisca le procedure autorizzative
2. limitare messaggi pubblicitari e di marketing garantendo un’informazione reale e corretta
3. destinare il 5% degli introiti da gioco e il 5% dei premi non riscossi ad attività di ricerca, cura e prevenzione sul tema del gioco
4. promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi del gioco attraverso campagne di informazione
5. promuovere iniziative di formazione per gli esercenti
6. recepire l’indicazione dell’OMS che individua nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa che può rappresentare un’autentica malattia sociale
7. consentire ai giocatori d’azzardo patologici e ai loro familiari il diritto alla cura
8. emanare un atto di indirizzo che sostenga le iniziative a livello regionale per la messa in atto misure di prevenzione, cura e riabilitazione delle patologia da gioco
9. avviare studi e ricerche da carattere epidemiologico per monitorare la diffusione delle forme di gioco problematiche e patologico
10. realizzare iniziative sperimentali di prevenzione e di trattamento e cura per chi risulta già dipendente
Alcune di queste proposte travalicano come ovvio le competenze del Consiglio Provinciale che
si impegna:

– ad avviare un monitoraggio sulla diffusione delle forme di gioco problematico e patologico nel nostro territorio
– a emanare un atto di indirizzo che sostenga la citata ordinanza del Comune di Verbania, ne promuova la diffusione sull’intero territorio provinciale tramite l’assunzione di analoghi provvedimenti da parte di altre Amministrazioni Comunali e affianchi l’Amministrazione di Verbania nell’azione di opposizione alla sentenza del TAR del Piemonte anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n° 300 del 10 novembre 2011
– a promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo attraverso la collaborazione con Enti e Associazioni attivi sul territorio provinciale”

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