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Il balzello dei 500 milioni… e come venirne fuori, lettera di un gestore

In: Apparecchi Intrattenimento

7 maggio 2015 - 08:57


saggezza-popolare

(Jamma) – Questo è stato il primo pensiero di tutti gli addetti ai lavori (quelli dotati di testa pensante ovviamente) – scrive a Jamma un gestore proprietario di Newslot – alla prima lettura del tanto discusso c. 649 dell’ancor più discussa Legge di stabilità 2015.


In effetti, se di primo impatto poteva sembrare l’ennesima vessazione ad un settore in un pianificato clima di caccia alle streghe (e ai portafogli!), rileggendolo con più calma e osservando con attenzione il comportamento assunto nell’immediato dai soggetti coinvolti (politica e concessionari in primis) allora la chiave di lettura cambia, e non poco…
C’è qualcosa di più subdolo, di più mirato, di più studiato in tutta questa storia… il problema è che chi l’ha studiata, come sempre, ha dato prova della sua pochezza umana e strategica. E la politica, che si è fatta tirar per la giacca, non è stata da meno.
Basta ragionare un attimo(sempre chi può ovviamente…!), per cercare una visione di insieme, e tutto torna.
Dopo aver fatto costruire ai gestori un comparto industriale, partendo da zero, interamente con le proprie forze e risorse, dopo aver praticamente paralizzato il settore dell’intrattenimento puro per far si che l’utenza si veicolasse esclusivamente sul gioco a vincita, dopo aver intascato decine e decine di miliardi di euro con una mano per nascondendoli con l’altra, in pieno relax sulle proprie poltrone, politica ed alcuni dirigenti dei concessionari (di fatto un’unica entità) sono partiti con la “fase 2” del piano:
– innalzamento all’estremo dei limiti di contingentamento delle AWP per far si che i concessionari potessero ottenere il più alto numero di VLT possibile (ottenibili in base al numero delle AWP ad essi riferibili);
– introduzione delle VLT (tipologia di apparecchio a dir poco aggressiva, che mai sarebbe dovuta sbarcare in qualsiasi esercizio pubblico perché atta ad ingenerare nell’utente un’altissima predisposizione alla ludopatia, parola con cui in molti si riempiono la bocca negli ultimi tempi…) con caratteristiche contabili non perfettamente definite (e su cui più di qualcuno comincia ad interrogarsi…) e parametri per l’installazione tali che di fatto ne fanno “cosa del concessionario”;
– caccia alle streghe… 18 mesi… ludopatia di qua… ludopatia di là… tramite mezzi di (dis)informazione di massa faziosi, servili ed asserviti al volere del padrone… (da qualche mese, guarda caso, più nulla!)

 

 

“Fase 3”: «non mi basta più il quasi tutto… mi prendo tutto…»
– “bisogna ridurre l’offerta” (…delle AWP)
– “i gestori (…di AWP) non si capisce cosa facciano”
– “per fare il gestore (…di AWP) si potrebbe richiedere un numero minimo di apparecchi piuttosto alto”
– il balzello dei 500 milioni, un apripista all’affermazione di un concetto:
COMANDO IO, POSSO RICATTARTI E CANCELLARTI A MIO PIACIMENTO, NON CONTI NULLA
In momenti come questo in cui lo Stato italiano è a dir poco esposto ad enormi problemi sotto il punto di vista economico e finanziario (si pensi solamente alle ripercussioni sul debito pubblico che scaturiranno dall’adeguamento delle pensioni, e che sta scaturendo dalla montagna di interessi passivi sui contratti derivati) non si mina la stabilità di un comparto da cui lo Stato incassa un boccone da oltre 4 miliardi di euro l’anno (più circa altri 3 dalle imposte sul reddito del comparto e dall’indotto) per “soli” 500milioni, a meno che non si abbia altro in mente…
Fermo restando che lo Stato non incasserebbe 500 milioni netti in quanto, generandosi un relativo minor profitto, ne deriverebbe una diminuzione delle imposte sul reddito per circa 200 milioni!
Non siamo di fronte ad un contributo chiesto dallo Stato a tutto il mondo del gioco pubblico in un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole, no!
Si tratta di un «pizzo» (tale è la forma) chiesto solo al comparto degli apparecchi da gioco con modalità tali da penalizzarne una parte rispetto ad un’altra.
Si vocifera che i promotori di questa chicca siano stati 2/3 dei soliti noti, storici, grandi concessionari… si vocifera anche che uno di questi pochi giorni prima del 31/12/2014 abbia disattivato un numero importante di apparecchi affinché non venissero conteggiati ex c.649 per poi riattivarli…
Gli altri concessionari?
Beh…. non mi sembra abbiano disdegnato… anzi… mentre i gestori apprendevano quanto di nuovo stesse accadendo loro erano già lì a notificare diffide e minacce da dietro barricate predisposte troppo celermente…
Cosa si è partorito?
Una legge scritta con i piedi, di fretta e con il piglio di uno stolto che detta ad uno sprovveduto, per vari aspetti di dubbia legittimità e costituzionalità, contabilmente scoordinata, ma, come recita il “disco rotto” del Mef e dei pappagalli al seguito, è legge e come tale va rispettata!
E allora rispettiamola!
Ill.mo sottosegretario Baretta, capisco mi creda che questi per Lei sono argomenti nuovi, sconosciuti fino a ieri, capisco che deve rendere conto a chi sopra di Lei, capisco che la sua giacca è ormai lacera a furia di tirate ma mi permetta di indicarLe 2 o 3 cosette:

– volendo FORZATAMENTE distribuire la diminuzione dei compensi (così la definisce la legge) sul singolo apparecchio… si può fare… ma non come hanno provato e stanno provando i concessionari (furbacchioni!).
È già perché in men che non si dica… il conto era già pronto… importo fisso ad apparecchio (circa 1.200 euro) a carico del gestore (il nullafacente) e dell’esercente mentre loro, cavalcando il concetto della partecipazione alla redditività dell’apparecchio (mi riferisco alle AWP dei gestori…), qualche spiccio.
Poi, in un’impennata di generosità, a mezza bocca trattavano per “assorbire” circa un 30% del su indicato importo.
Perché tanta grazia?
Glielo spiego io sig. Baretta
Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (2013) la redditività media di una AWP installata è di circa 7.300 euro mentre quella di una VLT è di circa 33.000 euro.
Una bella differenza eh…?
Considerando che di quei 33.000 e uro una bella fetta se la pappa il concessionario adesso si capisce il perché di tanta fretta…
Voler accorpare nella stessa relazione due cose totalmente diverse (e con una redditività così diversa!) è una astrusità.
Quindi, riprendendo il concetto di redditività dell’apparecchio sbandierato dai concessionari nelle loro diffide (e altro), si evince che una VLT rende 4 volte una AWP!
E non ci si venga a dire che le AWP sono più diffuse, questo non influisce sulla redditività indicata… anzi, fare delle VLT un prodotto elitario è stata una scelta mirata dei concessionari che, a quanto pare, li ha ben ripagati!
Di conseguenza ripartendo l’onere dei 500 milioni in base al rapporto su indicato circa 100 milioni dovrebbero essere assorbiti dalle AWP ed i restanti 400 dalle VLT.
– È una soluzione equa, gli apparecchi che guadagnano di più pagano di più, a prescindere da chi percepisca tali guadagni (concessionari compresi!);
– Essendo le VLT apparecchi ad “alto indice ludopatico” (Lei di sicuro ne conoscerà dettagliatamente le caratteristiche) questa soluzione rappresenta implicitamente un deterrente alla ludopatia, argomento particolarmente caro tanto al Governo di cui Lei fa parte e alle amministrazioni locali;

 

 

Come ultima ratio….una considerazione:
applicando “solo” un punto percentuale di aumento di P.R.E.U. sulla raccolta complessiva degli apparecchi da gioco (AWP e VLT), per l’anno corrente, … ecco i 500 milioni!

 

 

Come vede le soluzioni per uscire dall’impasse che VOI AVETE CREATO i gestori (quelli veri!) le hanno pensate e stanno cominciando a promuoverle, dando prova di ENORME RESPONSABILITÀ.
Voler guardare FORZATAMENTE in un’altra direzione beh… è vero che a pensar male è peccato ma…
A tal proposito inorridisco prima per sorridere poi quando leggo di proposte di aumento del P.R.E.U. solo per le AWP di 1/2/3 (chi più ne ha….) punti % per poi abbassare il payout di altrettanti punti…. COMPLIMENTONI! … Bella “genialata”… con raccolta AWP in calo (circa 48.000 unità in meno dal 2013 al 2014 e questa cifra è destinata a crescere…) e VLT con payout (almeno sulla carta!) di molto superiore questa si che rappresenterebbe una grande scelta strategica!
Considerando poi i costi diretti ed indiretti degli aggiornamenti…

 

 

Chiaramente, in contropartita di tanta nostra responsabilità, il suo Governo sia così gentile da indicarci:
– come tutelerà l’operato dei gestori nei prossimi anni
– quale sacrificio (e responsabilità!) viene richiesto agli altri giochi pubblici
A tal proposito Le faccio presente che la raccolta di gioco tramite apparecchi è la più costosa (per chi la fa chiaramente!) da porre in essere e la meno remunerativa in termini di aggio %.
Per aiutarla infine nel considerare più attentamente con quale categoria sia più proficuo intrattenere un dialogo:
I gestori (quelli veri!) nel comparto del gioco pubblico italiano (sezione apparecchi da intrattenimento), sono coloro che lo hanno fondato, lo mantengono in vita, e gli unici che possono dargli un futuro… non sto ad elencarLe qui cosa fanno… ci vorrebbe troppo tempo!
Tra questi le piccole e medie aziende ne rappresentano la colonna portante, la linfa vitale

 

I concessionari, creati dalla politica per «semplificare», ad oggi:
– forniscono un servizio di raccolta dati che poi «girano» a Sogei
– ricevono (dai gestori che le raccolgono e le garantiscono!) le somme di spettanza dell’Erario e le «girano» a quest’ultimo dopo mesi

Considerando che:
– i dati contabili di cui sopra potrebbero essere direttamente acquisiti da Sogei
– le somme di spettanza erariale prodotte, raccolte e garantite dai gestori potrebbero essere versate da questi con F24
– le modalità di assolvimento di tali compiti da parte delle società concessionarie hanno sollevato nel corso degli anni più di qualche dubbio…

Giudichi Lei chi è indispensabile e chi parassitario in questo sistema…
Chiudo con un appello accorato agli pseudo rappresentanti di pseudo associazioni di categoria che difendono ladro e guardia contemporaneamente sperando che nessuno se ne accorga, ai lacchè ed ai “leccaculo”, a quelli del «io ci sto dentro», alle «grandi aziende» con piccoli bilanci da risanare sulle spalle altrui, ai media, ai movimenti politicizzati, ai sindaci a caccia di voti:
capisco che tacendo si rischia di sembrar stupidi ma talvolta, parlando, se ne da la conferma!

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