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Gioco d’azzardo in Emilia-Romagna: il caso di Rimini, quanto incide la variabile turistica

In: Apparecchi Intrattenimento

7 settembre 2015 - 10:36


rimini

(Jamma) Il gioco d’azzardo nella provincia di Rimini, stando ai dati sulla spesa pro-capite, è divenuto un fenomeno preoccupante. Rimini è al terzo posto in Italia per spesa pro-capite e prima nella Regione Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna a sua volta è la quarta per volume complessivo di gioco all’interno del territorio nazionale: per le AWP e VLT (sommate insieme) nel 2013 sono stati spesi 4.160.968.210€ pari a 936€ per persona. A Rimini, vi è un differenziale positivo del 33,65% rispetto alla media regionale (1251,00 euro pro-capite).

Lo studio che è stato condotto dall’Osservatorio antimafia della Provincia di Rimini è inteso a dimostrare, al di là delle frasi di circostanza, quanto la variabile turistica incide su questa spesa, allargando al contempo lo sguardo sulle dinamiche regionali, per analizzare altri scostamenti “anomali” rispetto alla media regionale, come quelli di Piacenza.

Per fare questo, oltre ad una panoramica sulla legislazione nazionale e regionale, che funge da introduzione, si sono mappati tutti i luoghi di gioco nella provincia di Rimini e li si è relazionati con altre variabili per capire se l’influenza del turismo sia o meno reale per il dato riminese.

Il dato medio regionale ci mostra come ogni 10.000 abitanti siano presenti poco meno di 15 esercizi (un esercizio ogni 678 abitanti circa) di cui il 7% circa ha deciso di installare anche dispositivi VLT. Dal punto di vista delle patologie legate al gioco d’azzardo si è potuto riscontrare come nell’ultimo quinquennio sia più che raddoppiato il numero degli individui che si è recato presso le strutture sanitarie regionali a causa della dipendenza dal gioco passando dai 512 del 2010 ai 1277 del 2014. Nel 2010, quindi, ogni 10.000 persone residenti si potevano incontrare meno di 2 individui, che avevano riscontrato una dipendenza di questo tipo; nel 2013 (ultimo dato disponibile) questa cifra è salita a 2,74.

Nel momento in cui si è proceduto a disaggregare il dato regionale valutando i valori relativi alle singole province, due situazioni sono apparse estremamente anomale. L’anomalia in questo caso non è data tanto da un scostamento pronunciato dei dati acquisiti rispetto alla media regionale, quanto dal fatto che essi apparivano in controtendenza uno con l’altro. Le due situazioni in questione sono quelle della provincia di Piacenza e quella di Rimini. Nella prima, infatti, si è riscontrata una spesa pro-capite molto più bassa della media, un numero di esercizi molto più alto e un numero di trattamenti estremamente elevato. Nella seconda, un’altissima spesa pro-capite si accompagna ad un numero di esercizi non difforme dal resto della regione e un numero di trattamenti sensibilmente più basso della media.

Per quanto concerne la situazione riminese si è ipotizzato che l’alto livello di spesa pro-capite derivi dall’elevato numero di turisti che in estate popolano la riviera romagnola. Per fare questo abbiamo proceduto a geolocalizzare tutti i 462 esercizi che hanno installato dispositivi per il gioco presenti sul territorio provinciale suddividendoli in base alla loro distanza dalla costa ipotizzando che al crescere della distanza dalle spiagge diminuisca l’incidenza del turismo. Ciò che abbiamo rilevato conferma l’ipotesi del turismo come fattore di distorsione, in quanto abbiamo potuto constatare come un elevato numero di esercizi si collochi effettivamente nella fascia costiera dove è più alta l’incidenza del turismo. Anche il numero di trattamenti del SerT appare in linea con la media regionale rapportata ai residenti; il ché porta a confermare la teoria per cui l’alta spesa per il gioco d’azzardo in provincia non esca completamente dalle tasche dai residenti, ma provenga anche da coloro che si trovano sul territorio per passare le vacanze

Il lavoro non si è esaurito qui,  perché si è tentato di guardare anche a quanto gli esercizi che hanno montato VLT sono rimasti sul mercato e se per Rimini è possibile parlare di saturazione dello stesso.

Inoltre, si è proceduto anche ad analizzare le risultanze delle iniziative intraprese dalla Regione per cercare di sensibilizzare operatori e cittadini sulle problematiche derivanti dal gioco d’azzardo.

Se, infine, qualche ulteriore dato, sarebbe necessario per poter dare conferma di talune ipotesi formulate (come tassi di regolarizzazione elevati o troppo bassi per talune provincie), si può asserire che le dimensioni del gioco d’azzardo a Rimini rimangono significativamente influenzate dalla variabile turistica.

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