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Giochi promozionali, assoluzione a Fermo. L’avvocato difensore Ripamonti parla anche della legge di Stabilità

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

11 gennaio 2015 - 18:20


ripamontins

(Jamma) -Fine 2014 sofferto per la filiera del gioco lecito per via della Legge di Stabilità, ma chiuso in modo soddisfacente le gli operatori che si occupano del commercio elettronico. Attività completamente diversa che però, talvolta, può essere oggetto di problematiche connesse alla normativa sui giochi per via dei cosidetti giochi promozionali, di cui numerosi operatori commerciali si avvalgono.
Il Tribunale di Fermo, con Sentenza depositata il 14 dicembre 2014, ha assolto gestore ed esercente accusati del reato di gioco d’azzardo per avere installato totem a libera navigazione, con possibilità di connessione a portale austriaco di commercio elettronico dotato di area dedicata ai giochi promozionali, tra cui baccarat, gratta e vinci, slot, roulette, black jack e l’immancabile poker, attivabili mediante lettore di banconote o smart card e, uno di essi, di pulsante di azzeramento.
Dall’istruttoria non è tuttavia emerso alcun pagamento di vincite in denaro, nè da parte degli imputati, nè da parte delle stesse macchine tramite erogatori ad hoc. Fatto, quest’ultimo, confermato anche dal consulente del pubblico ministero.
L’avv.Marco Ripamonti, difensore degli imputati, mandati assolti dal Tribunale, ha così commentato la pronuncia, non perdendo peraltro occasione per riferirsi anche alle attuali vicende legate alla Legge di Stabilità: “La Sentenza del Tribunale di Fermo, che già ha mostrato grande cognizione del Settore per aver trattato la materia delle scommesse e delle VLT (in sede di riesame), è giusta e rispondente al dettato di legge. Il Giudice, non riscontrando l’ipotesi di gioco d’azzardo anche a fronte di giochi tipicamente aleatori, ha in pratica applicato i principi espressi dal Codice Penale in materia di gioco d’azzardo e relative connotazioni, nonchè la giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui non sia sufficiente ai fini della responsabilità penale che un gioco sia potenzialmente idoneo a permettere giochi d’azzardo per via della sua aleatorietà. Di nessun rilievo penale è stata ritenuta la circostanza che giochi aletori siano utilizzati a scopi promozionali, laddove naturalmente non ne venga fatto uso distorto. La sentenza si pone nel solco già trattato da diverse Sentenze penali, tra cui spicca quella resa a Firenze il 17.4.2014. Ma occorre che gli operatori del commercio elettronico o i soggetti preposti alla installazione degli apparecchi per conto del medesimi siano estremamente accorti, perchè un gioco promozionale per essere tale deve rispondere ad una serie di requisiti suscettibili di collocarlo nel perimetro definito dalla Direttiva 31/2000 sul commercio elettronico e nel contempo di non esporlo a contestazioni riferibili alla normativa in materia di gioco. Non tutti i giochi promozionali in circolazione sembrano dotati di requisiti davvero appropriati ed allora, anche a prescindere da utilizzi distorti, il rischio è di vedersi sollevare contestazioni sia di ordine amministrativo che penale piuttosto rilevanti. Quanto alla Legge di Stabilità sto seguendo con attenzione gli sviluppi sia con riferimento all’area giochi che settore scommesse. Fermo restando che reputo la Legge una delle peggiore pronunciate in materia, quanto a SLOT e VLT mi sembra evidente che i concessionari non possano d’imperio ed unilateralmente imporre modifiche ai contratti in essere calibrate in base alla Legge in questione, trattandosi di contratti che a mio avviso hanno natura essenzialmente privatistica e che, pertanto, dovranno essere semmai rinegoziati. Rinegoziazioni che, naturalmente, implicano una trattativa sui singoli temi e, in ipotesi, anche la mancata accettazione delle nuove condizioni proposte da parte del concessionario. In ordine all’altro tema della messa a disposizioni del c.d. importo residuo, non credo che tale argomento costituisca una novità, atteso che tale previsione è presente nella normativa sin dalla genesi del comparto. Ciò che mi risulta, invece, è che per ragioni pratiche ed esigenze aziendali di gestori ed esercenti tale modalità sia stata spessissimo oggetto di una deroga, in forza della quale le parti hanno tacitamente convenuto ed accettato che il gestore trattenesse il proprio compenso e quello dell’esercente, devolvendo quest’ultimo per l’appunto al predetto esercente. Deroga talmente consolidatasi nel tempo da divenire una vera e propria prassi.”

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