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Giochi. L’ADM inciampa a Bruxelles sui dispositivi RFID per gli apparecchi di puro intrattenimento

In: Apparecchi Intrattenimento, Primopiano

26 settembre 2016 - 15:12


arcade

(Jamma) L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli inciampa su una denuncia avviata dalla Commissione Europea DG Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI relativamente alla regolamentazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro. Nonostante il Decreto sulle regole tecniche degli apparecchi comma 7 abbia di recente passato il vaglio della Commissione Eu dopo il previsto periodo di stand still della durata di tre mesi, le autorità italiane dovranno dare spiegazioni su un’altra procedura. L ‘ADM avrebbero dovuto, probabilmente, notificare ai sensi della direttiva (UE ) 2015/1535,la circolare n. RU 76014 del 5 agosto 2016, – avente come oggetto – l’introduzione dei nuovi dispositivi di identificazione elettronica (RFID) per apparecchi senza vincita in denaro e relativi flussi operativo-amministrativi, in cui definiscono nuovi dispositivi RFID per gli apparecchi attuali comma 7 dell’art. 110 TULPS e futuri, dimenticando di inserire tale regola tecnica nella notifica.

Il fatto di non aver notificato potrebbe esporre l’Italia alle conseguenze della mancanza di notifica, ovvero una infrazione comunitaria, in passato già contestata sempre per gli apparecchi comma 7 (5055/2005/I) poi chiusa dopo quasi otto anni con la rinotifica (2010/282/I) e successiva modifica del vecchio Decreto Interdirettoriale 8 novembre 2005 n. 133/UDG con il successivo Decreto Interdirettoriale prot. 1584/CGV, del 20 aprile 2010.

NORME CHE VIOLANO IL PRINCIPIO COMUNITARIO DELLA MANCATA NOTIFICA DI “REGOLE TECNICHE”

Pare che la denuncia richiami alla  sentenza emessa dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee , in data 8 novembre 2007, a conclusione del procedimento C-20/05

In sintesi, la pronuncia emanata dispone che l’obbligo di apporre sui CD contenenti opere protette dal diritto d’autore il contrassegno SIAE , presente in tutte le opere musicali, CD , dischi e musicassette, ai fini della commercializzazione, non può essere fatto valere nei confronti di un privato allo stato attuale in Italia, sussistendo una carenza a carico dello Stato Italiano che non ha ancora provveduto ad ottemperare degli obblighi “procedurali” sulla materia, nei confronti della Commissione Europea competente.

A seguito della sentenza n. 14705/2008, con cui i giudici della Corte di Cassazione sanciscono l’irregolarità della procedura di approvazione del contrassegno, il ministero dell’Industria ha provveduto lo scorso 23 aprile ad effettuare la prescritta notifica 2008/162/I alle istituzioni comunitarie, affinché il bollino torni in regola con le disposizioni comunitarie.

 

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