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Gatti (Bakoo). Richiedere agli amministratori i costi sociali derivanti dalla proliferazione futura delle macchine illegali

In: Apparecchi Intrattenimento

24 ottobre 2014 - 16:18


gatti

(Jamma) – “La vergognosa situazione di Milano – osserva l’ing. Francesco Gatti – ed ora anche di Pavia ci pone di fronte a un nuovo approccio della politica nei confronti del gioco legale.

La proliferazione di totem vari e di sistemi di gioco che sfuggono al controllo dello Stato (e alle tasse che verranno a mancare) è evidente. Ad ENADA quasi metà del padiglione era composto da macchine alternative”.

“A questo punto – si chiede l’ing. Gatti – come possano gli amministratori di queste cittadine non comprendere che il gioco è un fenomeno umano. Giocare fa parte della nostra vita da sempre. Negando l’opportunità di accesso al gioco lecito si ottiene solo la proliferazione di totem illegali e l’evoluzione di un gioco illegale che fino a ieri era relegato agli scantinati ma che oggi viene sempre più incentivato da folli scelte politiche.

A questi amministratori occorre ricordare le proprie responsabilità. Si profila un danno economico per lo Stato. Danno accertato e quantificabile, a differenza dei dati sul gioco patologico che sono arbitrari e non avvallati da alcuno studio scientifico riconosciuto.

L’eliminazione di macchine per il gioco lecito porta alla loro sostituzione con apparati non conosciuti dallo Stato. A Genova e soprattutto nella “impeccabile” Bolzano queste cose sono successe e succedono. Il fenomeno dell’illegalità è dilagante, gli incassi per lo Stato azzerati (con grave danno erariale) e le società di gestione annullate. Il ricorso al mercato illegale è normale quando si vieta la normale attività, regolamentata dallo Stato, di esercizio di gioco legale.
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Chi pagherà i danni sociali (stavolta si e molto evidenti) legati al gioco illegale che stanno aiutando a prendere piede? si rendono conto della posizione delicata e promiscua che stanno assumendo? Lo Stato è disponibile a sostituire il gioco legale con quello illecito?

Quale amministratore con scarsa preparazione ed evidente scarsissima capacità amministrativa può consentire il dilagare del gioco illecito? È nell’interesse del cittadino che si consente la formula del TOTEM border line (difesa peraltro dallo scaltro avvocato di turno nei vari processi con esiti disastrosi per la nostra categoria)?

Mi chiedo se l’amministratore abbia compreso la demenzialità delle proprie scelte o se si stia crogiolando nel vedere le macchine spente non rendendosi conto che così ha fatto il più grande favore possibile al gioco criminale ed illegale. Il gioco illegale non è nei BAR “schedati”. Non risponde a regole dello Stato o di AAMS, non viene spento o disattivato perché non è “censito”. È una piaga invisibile che taluni imbecilli stanno aiutando a sopravvivere e, anzi, a sostituire il gioco lecito.

Queste righe, affidate alla stampa, vogliono ancora una volta richiamare il settore a un moto di orgoglio perché a questo punto o lo Stato ci tutela o tanto vale iniziare a proporre anche noi prodotti border line.

Lo sapremmo fare senz’altro meglio dei tanti improvvisati imprenditori del gioco illegale. Con buona pace dell’on. Binetti, del miope sindaco di Milano Pisapia, del proprio parigrado sindaco di Pavia e di quanti altri sono in procinto di sfornare l’ennesima cretinata politica fatta esclusivamente per salvare quattro voti. Io non voglio diventare un imprenditore dell’illegalità ma pretendo di essere tutelato dallo Stato. E per Stato intendo anche quegli amministratori che per propria ignoranza non stanno comprendendo il grave danno che stanno facendo alla propria comunità.
Pensate che i giocatori nelle notti milanesi ritornino a casa dalle proprie famiglie o che si imbuchino nei tanti, troppi covi clandestini (più volte scoperti anche da varie trasmissioni tv) dove si può giocare a poker e alle slot senza venire disturbati?
Provate a pensare un po’ se un giocatore buttato fuori da una sala milanese alle 23 in punto rinunci a giocare o vada a cercare qualcosa di alternativo?
Il problema dell’azzardo è pregno di ipocrisia e miopia sociale. Nei bar si spengono le slot e come a Bolzano arrivano i totem.
È un paradosso generato dall’ipocrisia che a volte è superiore a qualsiasi stupidità. E qui di stupidità ne stanno usando parecchia. Chiedo a questi illuminati amministratori cosa pensano di fare per l’alcol e il fumo attivo e passivo.

Mi aspetto BAR a tempo e sigarette vietate in tutte le tabaccherie con la stessa celerità con cui, per la tutela di un inesistente ordine pubblico (la gente non si picchia e non diventa pericolosa nei bar con le slot più di quanto non lo possa essere o diventare in qualsiasi altro luogo pubblico privo di macchine da gioco), si condanna un settore alla chiusura.
Chiediamo che qualcuno risponda dei danni delle proprie azioni, è l’unico modo per metter qualcuno di fronte alle proprie responsabilità.

Si vergognino, si informino e si rendano conto della propria inadeguatezza”.

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