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Eugenio Bernardi: “Siamo diventati schiavi di un sistema feudale”

In: Apparecchi Intrattenimento

15 dicembre 2014 - 08:32


Schiavi_trascinano_masso

(Jamma) – Forse ieri – scrive Eugenio Bernari, esperto nel settore dei giochi automatici – l’euforia dell’aver eliminato la variazione della percentuale di vincita e dell’aumento del Preu non ha fatto leggere con attenzione il maxi emendamento governativo che aumenta di 500 milioni la gabella voluta e suggerita da menti folli, leggendo bene il tutto si comprende che qualcuno ha deciso di spararci e farci fuori.

Peccato – continua Bernardi – che c’è chi pensa solo all’esborso supplementare di 500 milioni (da dividere su tutta la filiera – 1.100 euro ad apparecchio o terminale annuo) si sia dimenticato della parte dell’art.3 comma 26-bis lett.a),b) e c) che pare eliminare il gestore dai compiti fin qui svolti e ratificati da una Circolare dell’Agenzia delle Entrate di marzo 2014, che forse chi ha fatto l’emendamento non conosce.
Il gestore è il vero deus ex machina, invertendo la filiera e rendendo il concessionario unico a poter incamerare la parte residuale e poi ridistribuirla ai terzi incaricati, si pone fine al settore e a oltre 4 mila imprese.
Tale norma leggendo la Relazione Tecnica di chi la suggerita dicendo il gestore, chiamato anche raccoglitore non fa infondo nulla e che noleggia gli apparecchi da altri, confondendo gestore e proprietario dei giochi con l’esercente e definendo tale attività “non una vera attività lavorativa”
I gestori che sono proprietari del 75% degli apparecchi ovvero delle circa 400 mila AWP e che li gestiscono direttamente, il rimanente 25% è di proprietà diretta dei concessionari o in forme di noleggio.
Quindi i 300 mila apparecchi sono costati mediamente 2.800 euro con IVA che è un costo comprensivo, vuol dire che hanno sborsato 840 milioni circa + aggiornamenti altri 300 milioni di cambia monete e un fermo denaro all’interno degli apparecchi e cambia scambia di oltre 300 milioni e sono remunerati con circa il 5% con tutti i rischi d’impresa (il 6% va ai baristi ed esercenti – questi si che non fanno quasi nulla se non mettere a disposizione i locali.
Poco fanno pure i concessionari, nel controllo delle AWP, si limitano a fornire i Nulla osta cointestati di messa in esercizio, leggere gli apparecchi AWP e inviare i vari messaggi di controllo oltre agli estratti conto quindicinali per il versamento del PREU e loro spettanze, da cui ricavano una media di 400/550 euro ad apparecchio annui (salvo operazioni commerciali per grandi clienti – a costi ridotti o convenzioni particolari) più lo 0,5% del deposito cauzionale sull’introdotto che AAMS ora ADM gli gira annualmente ( circa 240 milioni annui).
Come faranno i gestori a pagare i produttori se versano tutto l’incassato al concessionario? L’esercente come la prenderà?
Sono arrivati a quello che volevano già fare nel 2004 – ELIMINARCI.
Scrivevano tempo fa alcuni esperti del settore che:
La forza dei GESTORI che sono i motori di questo specifico prodotto è proprio la COMPETENZA.
Il GESTORE, che il sistema, a scanso di equivoci, ha ridimensionato attribuendogli il titolo di terzo incaricato, è l’unico presente a se stesso perché opera con soldi propri e non a debito.
Il GESTORE è l’unico che presidia il mercato e che per questo motivo è in grado di valutare correttamente l’efficienza economica di un esercizio commerciale .
IL GESTORE è l’unico che ha come missione quella di offrire all’esercizio commerciale i prodotti ed i servizi strumentali ad una maggior resa economica.
Forse era molto più semplice fare come proposto nella passata legislatura l’emendamento Barbolini (PD) che obbligava tutte le figure a vario titolo operanti nella ‘filiera’ del sistema gioco di effettuare ogni tipo di versamento senza utilizzo di moneta contante e con modalità che assicurino la tracciabilità di ogni pagamento”.
Inoltre attribuiva all’AAMS, “relativamente alle modalità di versamento del PREU, la facoltà di definire procedure per cui le concessionarie provvedano, salvo periodiche verifiche a conguaglio, ad elaborare e trasmettere i conteggi sul PREU ai terzi gestori, che, su apposito incarico, provvedano a versarne le quote, tramite F24, direttamente allo Stato”, è stato bocciato dalla Ragioneria di Stato perché era troppo macchinoso il controllo, ma vi era certo molta più trasparenza, quella che vuole il Governo attuale, ma lo realizza a danno delle imprese di gestione.
E.Bernardi

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