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Enada Roma troppi spazi espositivi che strizzano l’occhio all’illegalità di Eugenio Bernardi

In: Apparecchi Intrattenimento

20 ottobre 2014 - 09:57


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(Jamma) – Renzi col DDL Stabilità condona e tassa il gioco illegale, distrugge ultra tassando quello legale (e più diffuso) penalizzando i giocatori e infischiandosene dei problemi dovuti agli eccessi del gioco.
Dopo una visita fugace all’ultima Fiera la 42° Enada di Roma, proprio nel giorno dell’uscita della bozza del DDL Stabilità 2015 che il Governo ha inviato a Bruxelles nel Draft Budgetary plan e dove si legge in una delle tante slide presentate 1 miliardo dalle tasse sulle slot machine al punto 9 della sintesi.
Detta così sembra nota incerta, diciamo come tante boutade o il solito modo comunicativo di slideshow del neo premier o di sparare idee e concetti che poi a volte non si traducono in azioni concrete.
Come tanti autunni e tante finanziarie dal 1999 (con qualche anno alterno) il gioco entra nelle misure governative di fine anno, le finanziarie di prima o le nuove leggi di stabilità odierne, ci entra tirato per la giacca dalle esagerazioni e dalle pressioni della pattuglia (o lobby) dei NOSLOT e dei ludo fobici scatenati solo contro i giochi New Slot dei bar e la grande diffusione delle sale VLT uniformandole, sbagliando, sotto la sola parola slot machine.

NO SLOT(o meglio una parte di quelle associazioni) viste le scaramucce ormai quotidiane fra un certo raggruppamento dialogante e certi intransigenti o integralisti duri e puri verso soprattutto le New Slot dei bar (anche se qualcuno di loro ha scoperto la grande diffusione di altri giochi terrestri e online in una delle tante filippiche scritte in questi giorni sui vari quotidiani – finalmente…).

Non vorrei prendere le difese di S.G.I., sanno o sapranno difendersi da soli, io come sapete sono “partigiano” dei soli apparecchi AWP a 1 euro, constato comunque che un certo dialogo o confronto serve a tutti (come ho sempre cercato e perorato con le varie mail informative).
Il sentire parlare solo di “lobby” dai cari NOSLOT, SENZASLOT o SlotMob ne ho piene le tasche visto che ci sono oltre 4 mila aziende come la mia che operano nel rispetto delle leggi statali, seppur perfettibili, ma non certo disposte a far distruggere il settore, per certe paturnie mentali di chi solo ora si è accorto della grande diffusione del gioco, tutto, in Italia.

Gli esempi ormai noti di Leggi regionali, provinciali e comunali, oppure come il noto Ddl Ludopatie fortemente criticato anche dalla Ragioneria dello Stato, che da una parte chiedono l’aumento della tassazione PREU e dall’altro fanno sconti su tasse a chi non installa i soli apparecchi dei bar, ovvero una parte dello Stato (appunto Comuni o Regioni) che danneggiano lo Stato centrale che non ha voluto impugnare davanti alla Corte Costituzionale, certe leggi regionali, sbagliando e ora come ha detto il Vice Ministro Morando a Enada se ne sono accorti.

Tornando alla notizia bomba, ventilata i giorni scorsi e esplosa alla fiera ENADA, dell’aumento del PREU del 4% e con l’abbassamento delle percentuali di vincita payout dal 74% al 70% per le New Slot o AWP e dall’85% all’81% per le VLT.
Una nota molto stonata per chi come il nostro Premier nei titoli dei giornali faceva scrivere: “Renzi punta sulla crescita”, o “Manovra, Renzi: meno tasse per 18 miliardi e tagli all’Irap”. Slogan buoni per chi non legge poi i testi e per il settore giochi dove nell’art.44 comma 20-bis la sorpresa annunciata anche da questa testata è ENORME perché incoscientemente il tutto dovrebbe partire dal 1° gennaio 2015.

Per non parlare poi dello strano recupero dell’illegale che troviamo al comma 19 del medesimo art. 44, che è un condono mascherato verso le scommesse senza autorizzazione, come dire non riesco a combattervi vi tasso il doppio di chi si è adeguato alle leggi.
Sarebbe un po’ come se installassimo videopoker illegali e non ci punissero con le regole che già ci sono penali e amministrative ma si fa tassassero e ce li lasciassero usare, un po’ come sta accadendo coi TOTEM promozionali, sequestrati, dissequestrati e ora in un limbo a causa di norme applicabili dal Ministero delle Attività Produttive e che ADM non riesce a combattere.
Centri scommesse e Totem, figli di leggi e decreti scritti con troppa fretta, errori di un passato arrembante di una amministrazione che nelle fiere degli anni 2004/2005, mandava messi a controllare che negli stand non ci fossero videopoker masherati o si accaniva contro innocue videobriscole e poi ha lasciato che proliferassero totem con texas hold’em alla grande, per poi accorgersi dopo una nota interrogazione parlamentare dell’On.Fluvi che tali strumenti potevano gestirli solo chi aveva l’autorizzazione e in luoghi preposti, ma ormai i buoi erano scappati e da all’ora l’escaletion è stata grande e ora non si sa come arginarli, anzi le leggi regionali anti-slot ne hanno potenziato la diffusione.
L’ecumenismo (o velocismo) renziano ha anche contagiato probabilmente i suoi, poco attenti, consiglieri e collaboratori economici che forse non hanno calcolato che:
La norma se verrà confermata al ritorno da Bruxelles (dove si vocifera qualcuno abbia già inviato una segnalazione) non sarà applicabile dal 1° gennaio 2015, perché se ciò accadesse si avrebbe il crollo del sistema in quanto gli apparecchi ora al 74% (circa la metà del parco macchine sono ancora al 75% ovvero ante 1° gennaio 2013) vedrebbero ridursi drasticamente la redditività ovvero del 25% o 26% che rimane tolte le vincite se il 17% + 0,8% se lo prende lo Stato rimarrebbe uno striminzito 7/8% per tutta la filiera ovvero per il proprietario degli apparecchi il 3% visto che è risaputo che l’esercente incamera molto di più.
Oltre alle difficoltà economiche che il Governo non ha considerato, la cosa più evidente è che il cambio di percentuale è norma tecnica e quindi va notificata alla Commissione DG Imprese in ossequi alla direttiva 98/34/CE, dove può restare dai 2 ai 6 mesi, oltre al tempo tecnico per scriverla prima di inviarla.
Se passa il periodo di stand still, una volta tornata, forse il nostro veloce Presidente del Consiglio (e i suoi consiglieri) non sa o ignorano che ogni prodotto va omologato e testato dagli Enti certificatori preposti per il comma 6/a AWP e da Sogei per le comma 6/b le piattaforme VLT, quindi tempi tecnici almeno di 3/9 mesi per le AWP e oltre i 12 per le VLT, anche se l’applicazione poi sarebbe più facile.
Ma la cosa che maggiormente preoccuperà se il tutto verrà approvato sarà il futuro periodo transitorio e di convivenza specie per le AWP che dovranno convivere due apparecchi completamente diversi uno con vincita al 74% e i nuovi iper tassati al 70%, quale apparecchi gradiranno i giocatori?
Non sono io che devo insegnare ai nostri governanti certi principi economici, conosceranno certamentee tutti la curva di Laffer…
Distribuzione del gettito in funzione della pressione fiscale: maggiore è l’imposta, maggiore è l’evasione. La forma reale è sconosciuta, un’approssimazione fornita da dati statistici è quella mostrata.

Si deve in modo improcrastinabile chiedere un chiaro riconoscimento di tutta la filiera dalla produzione e soprattutto in primis al grande valore della gestione (o terzi raccoglitori) vero motore portante di tutto il sistema del gioco automatico in Italia, senza il quale lo Stato non avrebbe incamerato tanto denaro, e senza richiamarsi sempre alle lobby.

Riconoscere infine le giuste rivendicazioni fiscali come gli ammortamenti più equi, e un incentivo alla dismissione se eventualmente si dovessero sostituire migliaia di apparecchi (ora che si stanno preparando piani di sostegno all’economia, visti i tempi di crisi) e una più equa normativa amministrativa che colpisca chi non si comporta in modo corretto ma non punisca sempre il gestore per errori altrui o venialità burocratiche.

A seguito degli ultimi avvenimenti viene registrata una pericolosa assenza di dialogo con le Istituzioni (forse Enada è servita a riannodarlo) visto che tali progetti sono stati pensati e redatti in totale assenza dei concertazione.

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